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Cremona – Nel tardo pomeriggio di martedì 17 ottobre si è svolta presso il Palazzo Comunale di Cremona, e precisamente in sala alabardieri, l’inaugurazione della mostra “Cremona nel ‘600: a peste, a fame, a bello, libera nos domine”. La mostra rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2018.

Non ho la preparazione per fare un resoconto culturale, ma come per i resoconti sportivi sono sfide, quando non sono troppo impegnative, che affronto volentieri con l’obiettivo, oltre che per una mia crescita personale, per far conoscere e informare, nel caso specifico in relazione ad una mostra che merita di essere conosciuta.

Tra i presenti il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, l’Assessore Manfredini, la nuova Direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona Professoressa Emanuela Zanesi, l’ex Direttrice Professoressa Angela Bellardi ,e importanti esponenti del mondo culturale. Il Sindaco Galimberti ha concluso il suo intervento ricordando il recente viaggio a Shangai per presentare, assieme a una delegazione cremonese e al governo Italiano, il nostro Stradivari 1715 e raccontare agli esponenti del mondo politico culturale ed economico di quel paese, quanto è bella e grande la nostra città, e questa mostra ne è un ulteriore testimonianza.

Ha preso poi la parola la Professoressa Zanesi che, soddisfatta dell’entusiasmo originato dall’iniziativa, ha ricordato come il progetto non sia nuovo, ma risalga al 1985, e che solo grazie ad una grande simmetria tra Archivio di Stato, Museo Civico, Museo Lauretano e Amici dell’Achivio di Stato si è potuto concretizzare.

Un secolo con grandi splendori, il Seicento, ma anche con tante ombre, e qui rappresentato da un alternarsi tra documenti scritti, che vanno letti e approfonditi, e fonti iconografiche che permettono un avvicinamento al tema con immediatezza e movimento particolare.

La professoressa cita poi i quattro momenti i facenti parte del titolo della mostra. I momenti di maggior pericolo e i più avverti dalla gente sono la guerra e la carestia, con i tanti poveri che si lasciano alle spalle. Mentre questi due aspetti possono razionalmente trovare una giustificazione, il terzo, la pestilenza, viene invece interpretato come un castigo mandato da Dio, e allora nel quarto aspetto, libera non domine, non resta che ricorrere all’intervento della Divinità, con preghiere a San Rocco e alla Vergine del popolo, portavoce presso Dio.

La Professoressa Zanesi ha chiuso il suo intervento con l’auspicio che la mostra possa essere uno stimolo per ulteriori approfondimenti, che certamente non mancheranno.

La sala, alla quale si ha accesso da spazio Cremona in piazza Stradivari, si presenta con un grande plastico della città e una interessante riproduzione digitalizzata del castello di Santa Croce. Da parte del visitatore, per entrare meglio nel contesto, non è una perdita di tempo leggere attentamente i testi esposti ad ognuna delle quattro sezioni, partendo da quello iniziale: “le ragioni di una mostra“.

Oltre alle numerose opere pittoriche esposte, manoscritti con aneddoti di fatti del tempo, ex voto e tra questi: “la lista dei poveri di S.to Ambrosio fora de porta di S.to Lucha di Cremona fatta adi 21 Dicembre 1600. L’invito dei Presidenti al Governo della città a partecipare alle speciali funzioni, organizzate per implorare l’aiuto della Beata Vergine, per i bisogni della campagna. In particolare si raccomanda la recita del Santo Rosario nella chiesa di San Domenico e quindi la processione con la statua della Madonna del Rosario”.

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