Tratta e sfruttamento minorile: Save the Children, secondo le stime 1 vittima su 4 nel mondo è minore, tra i casi segnalati 1 su 20 ha meno di 8 anni. La crisi Covid-19 ha spinto lo sfruttamento sessuale dei minori dalle strade all’interno delle case, aumentando sfruttamento “indoor” e on line. Boom della pedopornografia in Europa.

Il 30 luglio è stata la ricorrenza della Giornata Internazionale Contro la Tratta di Esseri Umani, Save the Children diffonde la X edizione del rapporto “Piccoli schiavi invisibili”. ’Organizzazione, che con il suo progetto “Vie d’Uscita” combatte da anni il fenomeno, rileva come l’emergenza Covid-19 abbia messo a rischio i percorsi di fuoriuscita e autonomia delle vittime, a causa della crisi occupazionale dei settori principali di impiego delle ex vittime di tratta.

Secondo le stime, nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o sfruttamento, costrette di fatto in condizioni di schiavitù, e ben 1 su 4, 10 milioni, avrebbe meno di 18 anni. Una realtà perlopiù sommersa che, rispetto a un così grande numero di minori coinvolti, trova conferma nei pochi dati disponibili sui casi segnalati nel 2019 da 164 paesi del mondo, più di 108.000, il 23% dei quali relativi a minorenni e, in 1 caso su 20, addirittura a bambini con meno di 8 anni. Si tratta di bambini e adolescenti spesso privati anche del diritto all’educazione visto che il 10% non ha mai frequentato la scuola e circa un quarto non è andato oltre la scuola media. In Europa, i dati della Commissione sono fermi ai circa 20.000 casi della rilevazione del 2015-2016, che confermano la proporzione di un quarto per i minori e segnala la prevalenza di vittime di sesso femminile (68%).Anche in Italia tratta e sfruttamento coinvolgono minori giovanissimi e l’emergenza Covid-19 ha reso le vittime ancora più isolate e difficilmente raggiungibili. Alla vigilia della Giornata Internazionale Contro la Tratta di Esseri Umani, Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – diffonde la X edizione del rapporto “Piccoli schiavi invisibili”, una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori in Italia, con una attenzione specifica per le vittime del sistema dello sfruttamento sessuale e della loro vulnerabilità, anche in relazione all’impatto dell’emergenza per la pandemia di Covid-19.

In Italia, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale (84,5%) [4] che vede come vittime principalmente donne e ragazze (86%). Nonostante l’emersione sia molto più difficile nel caso dei minori, ben 1 vittima su 12 ha meno di 18 anni, il 5% meno di 14. Se la nazionalità di origine delle piccole vittime è principalmente nigeriana (87%), ivoriana (2,5%) e tunisina (1,9%), la regione con più casi emersi è la Sicilia (29,8%), seguita da Liguria (14,3%), Campania (9,3%) e Piemonte (13,7%). Gli illeciti riguardanti lo sfruttamento lavorativo minorile inoltre nel 2019 si attestano a 243 casi accertati, quasi tutti nel settore terziario (210) e in particolare in quello dell’alloggio e della ristorazione (142) o del commercio (36) [5], con la consapevolezza che questi dati sono solo la punta di un iceberg rispetto alle tante bambine, bambini e adolescenti vittime invisibili di violenza e sfruttamento qui, nel nostro Paese.

Una fotografia che rappresenta solo in minima parte di un fenomeno, prevalentemente sommerso, che con l’emergenza Covid-19 ha visto trasformare alcuni modelli tipici della tratta e dello sfruttamento dei minori.