Oltre la metà degli italiani spera in un’economia futura che ponga al centro condivisione (64%) e mutualismo (51%): è quanto emerge dall’indagine “Società: paure e desideri nell’Era 4.0”, presentata alla XVIII edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, che si è tenuta la scorsa settimana e che ha segnato un record di presenze (circa 300 partecipanti).

La ricerca, realizzata su incarico di Aiccon, indaga quale sia l’opinione comune rispetto alle principali conseguenze derivanti dalle innovazioni introdotte nell’Era 4.0. Proprio l’impatto delle tecnologie convergenti, il valore sociale nell’era dell’Intelligenza Artificiale, piattaforme inclusive e collaborative ad impatto sociale sono stati i temi affrontati quest’anno a Bertinoro.

Secondo quanto emerge dallo studio, le principali conseguenze dell’avvento dell’Industria 4.0 sono per molti una perdita secca di posti di lavoro (42%) e altri danni collaterali, come, ad esempio, il bisogno di minori professionalità basse (faranno tutto le macchine) e di nuove professionalità iper specializzate (36%).

Complessivamente l’utilizzo di robot e di Intelligenza Artificiale produrrà, secondo l’opinione pubblica, vantaggi alle imprese che vedranno lievitare i propri profitti (72%). Le previsioni illustrano un sostanziale e generalizzato peggioramento della qualità della vita e del lavoro; la riduzione dei livelli di benessere, degli stipendi, delle opportunità e delle libertà, nonché la crescita dell’incertezza di vita e relazionale.

Tra dubbi e preoccupazioni per l’occupazione resta comunque predominante la percezione che la tecnologia può rendere l’economia più sociale.

“La tecnologia applicata al sistema di produzione – spiega il direttore scientifico di Swg, Enzo Risso – genera la paura che si riduca la possibilità di trovare occupazione, mentre per le singole persone la percezione è positiva.

Secondo l’opinione pubblica le sfide per un’economia futura sono il benessere lavorativo (76%), il coinvolgimento attivo dei lavoratori nella vita d’impresa (72%), lo sviluppo di senso etico (71%) ed il rispetto e la tutela dei valori etico-sociale (71%)”.