Bergamo. Il Mercato della Terra Slow Food non è un mercato qualsiasi, ma un luogo dove fare la spesa buona, pulita e giusta in un coerente contesto educativo, un luogo in continua evoluzione che si arricchisce di attività didattiche che nascono dalle sinergie del territorio. Una filosofia che accompagna sin dalla nascita i Mercati della Terra sparsi sul territorio nazionale, e che con la pandemia hanno avuto un drastico arresto, con conseguenze drammatiche con coloro che seguono a fatica la filosofia di alleanze con il territorio, piccoli produttori rispettosi della qualità, dell’ambiente e delle persone. La tenacia per i piccoli produttori delle condotte Slow Food è una regola di vita, così Condotte Slow Food bergamasche riprendono i mercati. Un esempio virtuoso di ripartenza quella del Mercato della Terra di Bergamo testimonianza di una comunità che riparte. Un racconto che viene dal cuore della pandemia e che inizia a fine febbraio, quando il Mercato è stato chiuso a causa della diffusione massiccia del virus.

Si legge nel comunicato emesso da Slow Food: “In tempi normali il Mercato ospita circa 20 bancarelle, in cui ruotano circa 35 produttori, selezionati con cura dalle Condotte Slow Food del territorio. Il Mercato è sempre stato molto attivo, anche con iniziative speciali organizzate al di là dell’appuntamento quindicinale. Il dilagare del Covid-19 ha fatto precipitare la situazione improvvisamente.

Cos’è accaduto durante i mesi di lockdown? I produttori del Mercato della Terra di Bergamo si sono trovati, come altre migliaia di contadini e artigiani in tutta Italia, in grandi difficoltà. Il danno più grande è derivato dalla chiusura delle attività di ristorazione. Lo sbocco commerciale per la maggior parte dei produttori di piccola scala, oltre alla vendita diretta nei mercati, è infatti la ristorazione di qualità: un settore che copre il 13% del Pil nazionale e assorbe dal 30 al 40% dei prodotti coltivati sul suolo nazionale.

«Alcuni produttori sono riusciti a organizzarsi con le consegne a domicilio. È stato più un modo per mantenere una relazione con i propri clienti e per non sprecare il prodotto più che una vera e propria fonte di guadagno. La natura non si è fermata durante il lockdown e molti hanno anche dovuto inventare nuove linee di prodotto: un produttore di formaggio fresco, ad esempio, ha deciso di avviare alla stagionatura gran parte della sua produzione» Racconta Gaia Monzio Compagnoni, la neo-direttrice dei produttori del Mercato.Ora Il Mercato della Terra di Bergamo ha riaperto con nuove regole, ospitato nel centro della città, in piazza Matteotti.  Oltre alla riapertura del Mercato, diversi produttori hanno chiesto un aiuto soprattutto per quanto riguarda la promozione e la comunicazione. La maggior parte di loro non ha un sito web o un negozio online.

Dare visibilità ai produttori e ai loro prodotti, farli conoscere alle persone: con questo obiettivo è stato creato un account anche su Instagram. Qui vengono presentati i produttori che fanno parte del Mercato, con i loro prodotti e le loro storie quotidiane. Inoltre c’è la pagina Facebook, dove vengono segnalati gli eventi e le novità.

Il Mercato della Terra di Bergamo ha anche una mailing list. Con essa si dà la possibilità, a chi lo volesse, di fare il proprio ordine via email, recandosi al Mercato solo per ritirarlo.

Ci vorrà del tempo per riprendere tutte le attività. La comunità spera che a settembre si possano accogliere più visitatori nella piazza, con un allentamento delle restrizioni previste dall’ordinanza.

Per informazioni: mercatodellaterrabergamo@gmail.com