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Brescia. Anche quest’anno la cooperativa Il Calabrone rinnova l’appuntamento autunnale con la cittadinanza, organizzando la settima edizione degli Incontri di Pensiero. Come ogni anno sono previsti tre incontri in cui si parlerà di temi significativi, con un filo conduttore che quest’anno sarà Connessi o Isolati: nuove solitudini al tempo del web.

Viviamo il tempo della comunicazione globale, della relazione allargata, della vita digitale. Viviamo il tempo della velocità senza modelli. Tutti ne siamo coinvolti quale che sia il nostro atteggiamento culturale e di vita. Protagonisti, osservatori silenziosi, vittime. Come spesso è accaduto nel corso della storia, lo strumento ha determinato un’accelerazione dei fenomeni in corso. Rispetto al passato le nuove tecnologie e l’atmosfera digitale nella quale agiamo sono diventate in breve l’ambiente della nostra vita. Un ambiente “fintamente” neutro: noi determiniamo il posto dove viviamo, ma il posto dove si svolge la nostra vita ci determina.

Tre i capitoli nei quali, la cooperativa il Calabrone,  pensa si possano trovare le leve sulle quali agire per cambiare, partendo dal basso, dalla loro esperienza, da atteggiamenti che ci facciano recuperare la nostra umanità, che ci costringano a battere la disumanizzazione dilagante e a costruire un argine alle nuove solitudini.

Sono difatti tre gli incontri in cui il tema verrà declinato, presso l’auditorium Capretti all’Istituto Artigianelli in via Piamarta 6 Brescia, mettendo al centro tre chiavi di lettura che diventano storia da farsi:

1) Sabato 18 novembre. Quale donna, figura e ruolo femminile nei social media, Annalisa Strada, insegnante e scrittrice, conversa con Anna Della Moretta (Giornale di Brescia)

2) Sabato 25 novembre. Incomunicabilità nell’era della globalizzazione, Giacomo Costa, gesuita e direttore della rivista Aggiornamenti Sociali, conversa con Marco Bencivenga (Bresciaoggi)

3) Sabato 2 dicembre. Il lavoro che cambia, cambiamo il lavoro, Marco Bentivogli, segretario generale della FIM CISL, conversa con Marco Toresini (Corriere della Sera)

Il paradosso è che vivere in rete ci ha reso più soli; che condividere con i nostri “amici” scampoli della nostra quotidianità ci ha reso più vulnerabili; che il gioco infinito del rilancio ha aumentato la nostra fragilità; che le relazioni reticolari hanno reso meno chiaro il nostro posto nel mondo. Dall’altro lato l’atmosfera digitale non è “tossica” a prescindere, può anzi essere volano di opportunità, favorire la nascita di piattaforme in grado di dare risposte (anche nel welfare), veicolare l’elemento della circolarità e della sostenibilità. Anche economica.

Ecco allora che, ancora una volta, il passaggio chiave è quello culturale: è la persona, le sue scelte, la consapevolezza di sé e la capacità di agire il pianeta a fare la differenza. A determinare l’ambiente, naturale e digitale.

Ma senza questa consapevolezza le nuove solitudini sono il presente dentro il quale rischiamo di scivolare. Tutti, connessi o isolati. Anche se in forme e in quantità diverse. È a partire da questa consapevolezza che si fa realtà, vita vera, che il Calabrone ha deciso di portare la riflessione degli Incontri di Pensiero 2017, sui temi della disumanizzazione latente e dei nuovi disagi che, a partire dalle relazioni per finire al lavoro, segnano il nostro tempo. Incontri che, come nella tradizione consolidata, a partire dall’esperienza, dalla visione del mondo di tre protagonisti del presente sappiano farci riflettere e guardare al futuro.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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