Luca Ward, la voce doppiatrice più apprezzata in Italia.
E’ finalmente uscita ed è disponibile online e nelle librerie la sua autobiografia: Il talento di essere nessuno.

Luca nasce ad Ostia, vicino a Roma, ed oggi è attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.

Il primo ricordo che ho di lui viene dal telefilm Elisa di Rivombrosa. Soap opera a puntate uscita dal 2003 al 2005 in Italia su Canale 5, racconta la travagliata storia d’amore tra Elisa, una giovane di umili origini, e il conte Fabrizio Ristori. Nella serie Luca maestralmente indossava i panni del Duca Ottavio Ranieri, il cattivo, così tanto odiato ma anche altrettanto amato, in una recitazione davvero esemplare. Fu la prima volta che sentii la sua voce, avevo 13 anni, una di quelle armonie che ti entra nel cuore e difficilmente ci uscirà più.

E’ sua la voce dei grandi personaggi del cinema. Primo tra tutti il Russell Crowe Gladiatore, ma non dimentichiamo il Gerard Butler che tutte noi un po’ amiamo, o Samuel L. Jackson in Pulp Fiction, o ancora Hugh Grant nel diario di Bridget Jones.

Nel suo libro si spoglia del lato famoso che lo ha portato alla ribalda, e si presenta ai nostri occhi avidi di lettura come una persona semplice quale è: l’uomo, non il solo personaggio con una tonante, fantastica ed evocativa voce che ci rimanda immediatamente alla mente immagini in successione dei volti noti sopra citati. Lui è molto più di questo. Ci racconta il suo vissuto, apre una porta davanti al nostro cammino per invitarci a guardare all’interno, e, perché no, ci chiede di varcare quella soglia che ci permette di vedere all’interno della sua vita partendo dal principio dei suoi ricordi.

Così parla al nostro cuore del rammarico di non aver potuto conoscere il suo stesso nonno, William per un triste disegno del destino. Un uomo di mare che, dai racconti del padre è riuscito ad insegnargli molto seppur non di persona.

“Appena arrivo in una città, il primo posto che vado a visitare è il porto, mica il teatro! Questa cosa mi riconnette con il vecchio marinaio William” – Luca Ward

Per una circostanza ancora più triste, perde anche il padre, in tenera età. Eventi questi che, scorrendo le pagine, ci permettono di capire quanto quelle esperienze dirette abbiano forgiato il grande uomo che è oggi. Ma da un uomo così famoso sui canali social per la sua genuinità e ironia disarmante, non si leggono solo dettagli di un passato triste. Al contrario, vi sono dei passaggi molto interessanti e allegri della storia della sua vita e della sua carriera che vale la pena di conoscere.

Quel “nessuno” del sottotitolo ben ci fa capire quanto in realtà in lui sia più un affascinante tutto che non un nessuno. E il suo talento si racchiude nella capacità di essere contemporaneamente tutti e nessuno.