Gattatico, Reggio Emilia. Si rafforza l’unione tra casa Cervi e la fondazione Mirafiore, non molti giorni fa nella terre della Langhe un incontro speciale, tra l’Istituto Alcide Cervi e la Fondazione Mirafiore, che ha unito storie e culture più simili di quanto si pensi.

Emilia e Piemonte, reggiani e cuneesi: culture diverse nei valori comuni. L’invito a raccontare ad un pubblico sensibile ma “diverso” la storia dei sette fratelli Cervi, della loro casa e della loro famiglia, è venuto dal noto imprenditore Oscar Farinetti, che della Fondazione Mirafiore di Fontanafredda è l’animatore. Un luogo evocativo, la tenuta delle cantine Fontafredda è uno splendido complesso storico nel cuore delle Langhe, che il creatore di Eataly ha dedicato alla cultura abbinata al buon cibo e al rapporto con il territorio.

Mirafiore è anche sede di un “laboratorio di Resistenza”, che richiama grandi nomi della cultura, del giornalismo, dell’economia. Ne è nata una serata speciale alla memoria dei Cervi, con l’aggiunta di un incontro tra la tradizione culinaria reggiana e quella cuneese. Non poteva che essere così, a casa di Oscar Farinetti. Persino per i cappelletti e  i “plin”, i due tipi di agnilotti che hanno molto in comune. Alla fine nel palato però è rimasto letteralmente il sapore dell’occasione importante, dell’abbraccio fraterno, della condivisione dei valori della libertà e della pace, oltre al buon cibo.

Un sodalizio, quello tra Farinetti e Casa Cervi, iniziato un anno fa. Oscar Farinetti venne a presentare il suo
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di memorie “Mangia con il pane”, dedicato alla figura del padre comandante partigiano e tra i protagonisti dei celebri “ventitré giorni” della città di Alba. Storie di resistenza che si sono ritrovate subito simili: nel vincolo con la terra, il legame alle tradizioni contadine, il cibo del corpo e dell’anima, la libertà come bisogno primario. Fu l’occasione per un impegno: portare anche nella terra di langa la storia dei fratelli Cervi, esaltare le figure umane e il loro rapporto con il lavoro, l’ambiente rurale; e se possibile, portare anche un aiuto concreto alle attività dell’Istituto Cervi con un sostegno economico.

Dopo questo incontro molto toccante, tra letture e musica, gli oltre 200 partecipanti si sono dati appuntamento nella grande struttura di ristorazione della tenuta, dove un ampio menù degustazione ha messo a confronto il meglio dell’Appennino reggiano (erbazzone, cappelletti, torta di tagliatelle) con le eccellenze delle langhe (battuto di carne, insalata russa, vitella in crosta, e il celebre bunèt).

Alla fine, l’impegno preso da Oscar Farinetti, è stato pienamente mantenuto: non solo è continuato l’ideale legame di storie partigiane tra le nostre due terre, ma il sostegno alle attività di Casa Cervi si è concretizzato nella donazione dell’intero incasso della serata pro Istituto. Un gesto vero, tangibile di solidarietà non a parole ma anche nei fatti. Per citare lo stesso Farinetti, l’anno scorso a Casa Cervi: “perché è giusto che chi è più fortunato abbia il privilegio di sostenere le storie belle in cui tutti dovremmo credere”.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.