Il Contratto di sviluppo è lo strumento nazionale dedicato alle imprese che intendono realizzare programmi strategici e innovativi di rilevante dimensione. L’incentivo è gestito da Invitalia ed è stato recentemente rifinanziato dalla Legge di Bilancio per il 2020 per un importo di 100 milioni di euro.

Al 1° febbraio 2020 sono 161 i contratti di sviluppo già finanziati per un importo di 2,6 miliardi di euro di agevolazioni concesse, a fronte di 5,8 miliardi di investimenti attivati.

I programmi agevolabili devono avere un importo minimo di 20 milioni di euro, 7,5 milioni per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Possono riguardare uno o più progetti di investimento ed essere correlati da progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

E’ possibile finanziare:

  • la creazione di una nuova unità produttiva;
  • l’ampliamento di un’unità produttiva esistente;
  • la sua riconversione o ristrutturazione;
  • nonché l’acquisizione di un’unità produttiva ubicata in un’area di crisi.

I contratti di sviluppo possono essere presentati dalle imprese singolarmente o in forma
congiunta tramite il contratto di rete.

Le agevolazioni sono concesse in diverse forme, anche in combinazione tra loro, quali:

  • finanziamento agevolato;
  • contributo in conto interessi;
  • contributo in conto impianti e contributo diretto alla spesa.

L’incentivo è definito in fase di negoziazione sulla base della tipologia dei progetti, della localizzazione, e della dimensione dell’impresa.

Le domande possono essere presentate senza scadenza.