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“Un anno fa mi è stato diagnosticato un melanoma. Sai cosa succede quando ti dicono che hai un cancro? Succede che ti senti finita. Il mondo ti crolla addosso. Il futuro non è più così scontato. Il cancro è ancora un incubo di morte. Ci vuole forza e consapevolezza per tirare su la testa e iniziare a combattere.

Io sono stata fortunata. Sono stata operata, non ho dovuto fare terapie, ma per poter tenere sotto controllo la malattia ho deciso di farmi seguire dal dipartimento di immunoncologia dell’ospedale di Siena dove il protocollo prevede esami ogni tre mesi e dove, un amico, da 6 anni è in cura con l’immunoterapia oncologica.

In questi lunghi e difficili mesi mi sono resa conto di quanto poco si conosca il melanoma. Non stiamo parlando di semplici nei. Di melanoma si muore. Ma anche si guarisce. Quell’infausta diagnosi non è una sentenza. E’ l’inizio di una battaglia. Di una scalinata da percorrere, scalino dopo scalino. E la prevenzione è una carta fondamentale da giocare. Soprattutto se si è giovani e a qualche neo un po’ strano non si dà grande importanza”.

Appuntamento sabato 23 febbraio a Leno
Appuntamento sabato 23 febbraio a Leno

E’ proprio per la prevenzione al melanoma che Marina Comparoni sta conducendo una personale battaglia. Oltre la sua malattia e le sue paure. Per farlo, assieme alla Fondazione Nibit e l’associazione Aquattromani, ha invitato a Leno l’oncologo Michele Maio direttore del Centro di Immuno-Oncologia del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e presidente della Fondazione Nibit.

L’appuntamento è per sabato 23 febbraio, dalle ore 10, all’Auditorium Cassa Padana di piazza Dominato Leonense a Leno.

Sarà l’occasione non solo per parlare di lotta al cancro e della rivoluzione dell’immunoterapia – riconosciuta e premiata con il Nobel per la Medicina 2018 a James P. Allison e Tasuku Honjo – ma anche per presentare l’ultimo libro di Michele Maio, “Il cancro ha già perso” (euro 16, edizioni Piemme). uscito lo scorso ottobre.

Incalzato dal giornalista Giovanni Minoli, in questo libro l’oncologo spiega con linguaggio semplice e chiaro cos’è esattamente l’immunoterapia, come funziona, per quali tumori ha già dato risultati consolidati, quali sono le prospettive future e la sostenibilità economica delle cure.

E anche perché l’immunoterapia oncologica rappresenta oggi un punto di svolta nella lotta ai tumori. Una vera e propria rivoluzione per le cure, una speranza per tanti malati, un protocollo che ha come obiettivo il sistema immunitario che, opportunamente stimolato, riconosce ed attacca le cellule tumorali, attuando così una lotta mirata alla malattia.

A Leno, Michele Maio farà il punto dello stato della ricerca e sulle prospettive future o imminenti, ci darà nuove speranze perché grazie all’immunoterapia alcuni tumori, tra cui il melanoma e certe forme di cancro del polmone, hanno davvero perso.

Il libro sarà a disposizione nel corso dell'incontro
Il libro sarà a disposizione nel corso dell’incontro

L’altro protagonista dell’incontro lenese sarà il melanoma. Ne parlerà la dottoressa Anna Maria di Giacomo che fa sempre parte della divisione di immunoterapia oncologica di Siena, è componente dell’Intergruppo Melanona italiano e coordina il rivoluzionario studio clinico NIBIT-M4, presentato nell’aprile 2018 al congresso dell’American Association for Cancer Research a Chicago .

Lo studio, completamente italiano e supportato in parte dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ha coinvolto 19 pazienti con melanoma metastatico e ha individuato una nuova strategia terapeutica. Prima cosa rendere il tumore un bersaglio riconoscibile. Seconda, aiutare il sistema immunitario ad attaccarlo.

La Fondazione NIBIT, network Italiano per la bioterapia dei tumori, sta sperimentando la combinazione, in sequenza, di un farmaco epigenetico (una classe di molecole in grado di determinare modificazioni chimiche nel Dna delle cellule tumorali) e quindi di un immunoterapico.

“Le cure stanno facendo passi da gigante. Questo tumore si può vincere. Resta però fondamentale la prevenzione”, incalza Marina. “Ogni trasformazione che scopriamo sulla nostra pelle deve metterci in allarme e convincerci ad andare da uno specialista”.

Secondo i dati 2017 dell’Associazione italiana registro tumori, il melanoma cutaneo è piuttosto raro nei bambini e colpisce soprattutto attorno ai 45-50 anni, anche se l’età media alla diagnosi si è abbassata negli ultimi decenni.
In Italia si stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne. Ma l’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.

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