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Come recita la guida, Tarapoto è una torrida metropoli della foresta pluviale e noi vi approdiamo svariati giorni in altitudine dopo e con al nostro attivo numerose ore di auto su e giù per le Ande. L’idea di arrivarci in aereo da Lima, quindi, passando dalla toponomastica aymara a quella quechua senza grandi sforzi fisici, ci riempie di gioia, perché non sappiamo ancora esattamente cosa ci aspetta in questo avamposto di Amazzonia.

Come a Puno, a Tarapoto incontriamo RED Rurales, la RED Lamas e la RED Chazuta, o meglio, lo stadio successivo nel loro percorso evolutivo: infatti, questi sono i primi programmi di microfinanza del progetto del Foncodes ad aver completato il processo di trasformazione a cooperativa di risparmio e credito.
Come per gli altri Gruppi Strategici di Sviluppo, costituiti grazie a fondi internazionali, anche per questi RED i primi anni di vita sono stati piuttosto difficili e burrascosi: i crediti in natura e poi in moneta furono concessi senza nessun criterio tecnico e spesso il controvalore del prestito era di un’entità tale che il prestatario non sarebbe mai stato in grado di ripagarlo. Questa pratica poco ortodossa di concedere crediti, unita al fatto che ci si impiega mediamente una settimana a visitare le 12 comunità, dai 50 ai 200 abitanti, servite dai RED e disseminate lungo il rio Huallaga, aveva ingenerato nei prestatari la convinzione che quei crediti fossero un regalo, con prevedibili conseguenze in termini di mora.
Essendo, quindi, nella stessa situazione ed avendo anche un profilo di clienti simile che proviene dal settore agricolo e urbano marginale, le due RED hanno pensato di unire gli sforzi e creare un’unica cooperativa di risparmio e credito, la coopac La Progresiva, dove i dirigenti delle precedenti esperienze informali di Lamas e Chazuta si sono spartiti equamente gli incarichi di responsabilità.

La coopac è nata grazie all’adesione di 600 soci, ognuno dei quali ha conferito 50 soles peruviani al capitale sociale. La maggior parte erano già soci pagatori puntuali dei RED Rurales, ma la cooperativa sta aprendo la compagine sociale anche ad altri agricoltori della zona.
La raggiunta formalità sta già portando i propri benefici: di fatto, l’essere diventate un’istituzione con personalità giuridica ha permesso ai RED di iniziare il recupero dei crediti in mora attraverso procedimento giudiziario; inoltre, ha dato stabilità lavorativa a coloro che collaboravano con i Gruppi Strategici di Sviluppo attraverso prestazioni a tempo determinato.

La cooperativa funziona a pieno regime già dallo scorso settembre e ha una composizione del portafoglio prestiti sufficientemente ben distribuita: il 35% viene destinato al settore rurale, il 50% al commercio e la restante parte ai servizi.

Tarapoto è stata scelta come sede del quartier generale della cooperativa per la vicinanza a Lamas e perché i soci scendono spesso in città per fare acquisti, ma in programma c’è anche l’apertura di una succursale a Chazuta. Lì ci dirigiamo, in un’ora e mezza di viaggio su strada sterrata in riparazione per le forti piogge e a strapiombo sul rio Huallaga. A Chazuta visitiamo i locali della futura filiale, dove attualmente si fa recupero crediti e i soldi vengono usati per dare altri prestiti, finché c’è disponibilità e senza l’aiuto di alcuna cassaforte. La succursale è un embrione di quel che potrà essere in un futuro non troppo lontano, quando si potrà iniziare a raccogliere i risparmi della comunità, ma si intuisce il potenziale della zona, ricca di produttori di mais, cacao, caffè, riso, frutta e miele. Ed è proprio uno di loro, il vice presidente della cooperativa, ad invitarci a cena, nella sua capanna su un’isola in mezzo al fiume, per raggiungere la quale facciamo una buona mezz’ora di navigazione su questo affluente del rio Marañon parte del bacino del Rio delle Amazzoni. Nel cuore di una piantagione di cacao, mangiamo macedonia di papaia e mandarini e un ottimo brodo di pollo con tagliatelle. Il tutto, prima che scenda il sole e veniamo inghiottiti dal buio della foresta. Il rientro in barca è un dolce navigare sotto un sorriso di luna e le prime, timide, stelle, mentre il capitano della lancia scarica nel fiume barattoli dell’acqua che, noncuranti, imbarchiamo.

Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.