Leno (Brescia) – Cooperazione nelle comunità, tra innovazione e risposta ai bisogni: è questo in tema dell’incontro che si terrà a Leno, all’auditorium di Cassa Padana, il 9 settembre alle 17.

La presentazione del libro bianco sulle cooperative di comunità, realizzato dal Centro Studi Europeo sulla Cooperazione Euricse, è l’occasione per Cassa Padana di presentare il suo progetto di cooperativa, secondo quanto previsto dalla legge di riforma del credito cooperativo che ha introdotto la cosiddetta “way out”. Un progetto che presenta tratti simili rispetto alle cooperative di comunità.

E’ infatti una cooperativa che svilupperà tre tipi di mutualità (interna, esterna e internazionale), in coerenza e diretta evoluzione di quanto Cassa Padana ha già realizzato negli anni in quanto banca di credito cooperativo.

Un progetto cooperativo che guarda al futuro, genera più occasioni, più servizi, più ambiti operativi, più lavoro e migliora l’efficacia nella capacità complessiva di rispondere a tutto tondo ai bisogni espressi dalle persone, dalle imprese e in generale dalle comunità locali.

LibroBianco_copertina_FotorIl convegno sarà aperto da Marco Menni, presidente Confcooperative Brescia (Il ruolo in futuro della cooperazione nei territori); Giuseppe Guerini, presidente Cecop-Cicopa, confederazione europea delle coop. di lavoro, industriali e servizi e delle coop. Sociali (Il contesto europeo della cooperazione: esperienze significative e prospettive); Carlo Borzaga, presidente Euricse, Centro Europeo di Studi sulla Cooperazione (Le cooperative di comunità: strumento innovativo di risposta ai bisogni); Luigi Pettinati, direttore di Cassa Padana (Cassa Padana Cooperativa: il progetto). Dibattito e conclusioni. Modera Flaviano Zandonai, Euricse.

“La cooperativa, secondo il modello previsto dalla riforma del credito cooperativo che ha introdotto la cosiddetta way out,” spiega Luigi Pettinati, direttore generale di Cassa Padana, “controlla la banca spa scorporata. Nel progetto di Cassa Padana la cooperativa svolge anche un’attività rilevante e a largo spettro a favore dei soci e del territorio.

E’ un progetto innovativo, inedito, che richiede impegno, dedizione, partecipazione, in quanto bisogna lavorare contemporaneamente su quattro fronti al fine di creare le condizioni necessarie – e impegnative da raggiungere – per la nascita e sviluppo della cooperativa.

– il contesto ambientale esterno favorevole: senza un clima esterno favorevole che ti aiuta, ti sostiene, ti porta sinergie, perché riconosce il valore e le potenzialità del progetto, è molto difficile.
Qualsiasi innovazione, anche la migliore, muore se non viene “covata” e intorno c’è il deserto. 

– il contesto giuridico: la soluzione ipotizzata per la cooperativa è nuova. Deve essere riconosciuta e stabilizzata nella norma. E’ una situazione per certi versi simile a quella di 30 anni fa quando sono nate le prime cooperative sociali-

– il contesto imprenditoriale: è necessario trovare dei filoni di attività utili e sostenibili, secondo una logica imprenditoriale. E’ questo il principale cambiamento ed evoluzione da compiere, rispetto all’attività sviluppata in questi anni dalla divisione soci e territorio.

– il contesto ambientale interno:è fondamentale un clima di fondo favorevole, fatto di persone che si mettono in gioco, spendendosi con intensità e passione.

Il convegno del 9 settembre si inserisce principalmente rispetto al primo e al secondo di questi quattro punti, anche se verranno affrontate tematiche rispetto ai contenuti delle attività che la cooperativa potrà mettere in campo in futuro”.