Spesso il mondo adulto esclude i più piccoli dall’evento-morte, e così la loro immaginazione costruisce uno scenario più inquietante della realtà stessa”. La psicologa Giuliana Guadagnini, che lavora con bambini e ragazzi della fascia 3-19 anni, spiega che è meglio raccontare cosa sta succedendo, senza eufemismi, e aiutare poi a conservare il ricordo della persona cara.

Spiegare in modo semplice e chiaro cosa è successo, rispondere alle domande del bambino, senza rigidità o omissioni, e aiutare a conservare il ricordo della persona cara. Sono alcuni dei consigli della psicologa Giuliana. “Quando una persona che amiamo viene meno, perché si ammala gravemente o per colpa di un incidente, il nostro equilibrio psicologico cambia: i bambini, ma anche gli adulti, si trovano a dover gestire un vuoto angoscioso e incolmabile – spiega Guadagnini –. Senza quasi rendersene conto, spesso gli adulti nascondono la verità ai bambini e li escludono dall’evento-morte, perché non li considerano in grado di sopportare quella perdita. In realtà, non capiamo che così facendo li lasciamo soli, senza dar loro la possibilità di esprimere sentimenti ed emozioni. Il risultato è che la loro immaginazione finisce per costruire uno scenario paradossalmente più inquietante della realtà stessa”.

Tra i 2 ed i 4 anni la morte è vissuta come il passaggio da qualcosa che prima c’era e ora invece non c’è più: gradualmente viene compresa come cessazione della funzioni vitali (il cuore non batte più, non c’è più respiro) ed irreversibilità. In seguito, intorno ai 6 anni, il bambino arriva ad aver ben chiaro il concetto di morte e le sue implicazioni, comprendendo che la morte è universale e riguarda tutti: animali, piante, persone, i propri cari e anche se stesso.

Il mondo immaginario dei bambini, fatto di cartoni animati e giochi simbolici, è popolato anche di personaggi che muoiono – afferma Guadagnini –. Ecco perché, parlando il linguaggio del bambino, è possibile far partecipare anche i più piccoli alla morte reale, lasciandoli liberi di esprimere le loro emozioni e consentendo loro di prepararsi a quella separazione”.

La psicologa chiarisce comunque che non esiste un manuale del bravo genitore, soprattutto in una fase delicata come questa quarantena, e ancor più nel momento in cui bisogna fronteggiare la perdita di un proprio caro. “Eppure, basta seguire alcune semplici regole per aiutare il bambino a comprendere quello che sta avvenendo nel modo meno traumatico possibile, perché la morte fa parte della vita”, afferma.

Ecco allora sei consigli utili per aiutare i bambini ad affrontare un lutto.

1. Dare spiegazioni semplici e chiare, cercando, per quanto possibile, di non utilizzare eufemismi: non usare espressioni come “la nonna è andata a dormire” oppure “la nonna è partita per un lungo viaggio”. Il rischio è quello di instaurare un’attesa senza fine nel bambino, che si convincerà che prima o poi la persona perduta tornerà, passando pomeriggi interi alla finestra aspettando.

2. Ripristinare le abitudini quotidiane. Cercare di riprendere il prima possibile i ritmi abituali, così da evitare ulteriore caos al bambino, che già si trova a dover svolgere il faticoso lavoro dell’elaborazione del lutto.

3. Non allontanare il bambino da casa. il rischio sarebbe quello di fargli vivere la situazione come una finzione e di privarlo dell’affetto dei genitori, in un momento molto delicato. Il bambino potrebbe sviluppare inoltre dei sensi di colpa rispetto alla situazione e convincersi che è sua la responsabilità di quanto accaduto.

4. Aumentare i contatti con parenti e amici. Avere un dialogo con le persone care, con le quali condividere le proprie emozioni, dà un supporto psicologico sia agli adulti che ai bambini, che in questo modo si sentono meno soli e supportati nel momento di difficoltà.

5. Lasciare che il bambino faccia domande sulla persona che è morta. Evitare l’argomento vuol dire costruire intorno alla morte un alone di mistero che non lo aiuterà a capire e ad elaborare l’assenza. Meglio piuttosto parlarne e far sì che non diventi un tabu, sciogliendo ogni dubbio e interrogativo del piccolo.

6. Conservare il ricordo della persona cara. Condividere le proprie emozioni con il bambino e scambiare dei ricordi sulla persona che non c’è più può aiutarlo a elaborare il lutto. È importante ricordargli che la persona vivrà sempre nel cuore e nel ricordo delle persone che le hanno voluto bene.