Il Paese si è mobilitato nella piazza virtuale per ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie il 21 marzo, don Luigi Ciotti lascia un suo pensiero anche sulla grave situazione sanitaria e sociale che tutti stiamo vivendo. “Un’Italia consapevole che la convivenza civile e pacifica si fonda sulla giustizia sociale, sulla dignità e la libertà di ogni persona. Un paese che è rimasto a casa con il pensiero e la vicinanza a chi è impegnato in prima linea nel combattere questo terribile virus, curando e salvando ammalati.

Seguiamo le indicazioni che ci vengono date dagli scienziati per contenere il contagio e fatte proprie dal Governo e dalle Istituzioni. Non dimentichiamolo, prima di una questione di regole e di legalità, è una questione di responsabilità, corresponsabilità e, lasciatemelo dire, anche di vita. Sono ingredienti indispensabili della speranza che è un bene essenziale ma fragile, un bene che ha bisogno dell’impegno veramente di ciascuno di noi.

Il senso di solidarietà che proviamo adesso sotto la minaccia del virus deve sopravvivere al virus, trasformarsi in un impegno collettivo per costruire un mondo più giusto, più umano, più uguale; un mondo senza muri, un mondo che permette e promuove la prossimità.

Il video messaggio.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.