Tempo di lettura: 2 minuti

Ferrara. Al teatro Ferrara Off un percorso: “Corpi di donne“, nato dall’idea di Francesca Caselli, che insegna danza contemporanea e improvvisazione, per divenire un tempo dedicato all’ascolto del proprio corpo e prevede la trasmissione di principi di movimento che sono la base tecnica del progetto Franca. Mostra di pezzi.

Durante i cinque incontri online si lavorerà su fuori peso, corpo liquido, vibrazione e uso del pavimento. Gli incontri saranno propedeutici per l’ultimo incontro in presenza, durante il quale si attraverserà l’esperienza di Franca che, evocando le danze popolari del Sud Italia, celebra la libertà pestando i piedi e terra. La speranza, è quella di raccogliere storie di vita ed esperienze di altre donne e creare insieme una composizione di gruppo ispirata al solo.

“Franca. Mostra di pezzi nasce da un’insicurezza personale e dalla grande voglia di capirla, accettarla e di tirarne fuori tutta la potenza nascosta; dalla costante sensazione di non essere all’altezza e di non essere abbastanza, cosa che il mondo in cui viviamo non manca di farmi notare e, ancora, dalla percezione di un corpo che non è mai come vorrei. Da subito,  il lavoro è diventato fortemente connotato da una ricerca sul femminile, sulla donna che sono e che vorrei essere.

Perciò, spontaneamente, ho iniziato dalla danza come mezzo di liberazione e dalle danze del Sud (in particolare dai miei studi di Ballettu dei Peloritani, danza che sta per scomparire proveniente dalla zona tra Catania e Messina), per poi sentire il forte desiderio di mostrare ciò che di solito è nascosto in queste danze, il segreto femminile: tutte le gambe e quello che dicono grazie ai piedi che saltano e pestano per affermare la propria presenza. A questo punto, la gonna  diventa una bandiera e la danza si trasforma in un grido, assecondata da altri tipi di ‘virtuosismi’.” Racconta Francesca.

“Dopo aver tentato di ribellarsi alla sua stessa ‘mostra di pezzi’, esplode nella ritmicità ripetuta tipica delle danze popolari per celebrare il corpo femminile, ben al di là di forme o modelli imposti. Cerca di tornare alle origini.”

Quando: online mercoledì 7, 14, 21, 28 aprile e 5 maggio dalle ore 19 alle ore 21. In presenza in teatro sabato 8 Maggio dalle 14 alle 18

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.