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Brescia. Da Tommaso Moro a Tommaso Campanella, sino a giungere all’ignoto pittore de “La città ideale” custodita a Urbino, sono stati molti i pensatori che hanno immaginato la città nella quale l’armonia fosse pervasiva.

Questo pensiero è l’apice del progetto Corpus Hominis, il festival della Comunità, in scena in città da domenica 11 a venerdì 16 giugno. Intorno alla processione del Corpus Domini che si svolgerà giovedì 15 giugno si snoderanno incontri, letture, concerti e spettacoli che aiuteranno il pubblico a “sognare la città”, tema di quest’anno.

La ideale è un’utopia che ha dovuto fare i conti con i limiti e le paure degli esseri umani, i quali faticano, pur desiderandolo, ad accettare di essere protagonisti di ciò che sognano. Riusciremo a dare vita al desiderio di molti di vivere in una città in cui l’armonia sia pervasiva? A questo interrogativo Corpus Hominis tenterà di rispondere attraverso la rilettura e l’interpretazione dei testi di chi, in passato, ha cercato di delineare i contorni della “città sognata” o “rivelata”.

Tanti gli ospiti che interpreteranno il pensiero della città ideale. La città del cielo dell’Apocalisse di San Giovanni, nella lettura di Pino Quartullo, compie, nel suo essere dono, tutti i desideri incompiuti degli uomini, sovrapponendosi a tutte le città immaginate, non annullandole, ma realizzandole. Così compiendole perfettamente mostra, nella coincidenza della rivelazione, il desiderio di Dio di abitare per sempre con gli uomini.

Da “Le città invisibili” di Italo Calvino prenderà corpo, sullo sfondo delle musiche di J. S. Bach, l’accompagnamento onirico per pianoforte e voce nelle interpretazioni di Ramin Bahrami e Luca Micheletti. Le Beatitudini descrivono la mappa della città ideale che si fa incontro alla vita umana perché la salvezza non è solitudine, è stare insieme, è Città. Quest’ultima, con Corpus Hominis, verrà raccontata da Lucilla Giagnoni nel suo percorso itinerante nelle tre principali piazze del centro storico. Sulle città di “Utopia” di Tommaso Moro si fonda “Lo Stato che non c’è o c’è ovunque” nella lettura di Sergio Rubini.

La “Città Celeste” e il “Paradiso Terrestre” sono i temi caratterizzanti i “Pellegrinaggi d’arte” che si dipaneranno fra chiostri e chiese del centro storico. Nell’occasione, Francesco Montanari e Santa de Santis offriranno ai partecipanti alcune letture di brani tratti dalla “Divina Commedia” di Dante Alighieri, dal “Paradiso Perduto” di John Milton, da “Utopia” di Thomas More e da “La città di Dio” di Sant’Agostino.

Durante il Festival, inoltre, si darà spazio alle restituzioni dei processi annuali. Fra questi ricordiamo “Gocce”, lo spettacolo che CorpusTeatro, la compagnia guidata da Beatrice Faedi, porterà in scena al Teatro Sociale. Per i più piccoli il Festival ha pensato diversi spettacoli e laboratori, a cominciare da “Una bella città” con Dario Moretti del “Teatro all’improvviso” in collaborazione con “il Canto delle Cicale – Festival di teatro ragazzi” a cura di Teatro Telaio.

Il laboratorio accompagnerà i piccoli partecipanti nella conoscenza dei materiali più particolari per disegnare la propria città ideale. “Una storia sotto sopra” è, invece, il titolo dello spettacolo per bambini curato dalla compagnia La Baracca Testoni, autore Andrea Buzzetti, Enrico Montalbani e Carlotta Zini. Due personaggi surreali abitano su piani diversi, si muovono su lati opposti e osservano le cose da due diversi punti di vista. Ognuno vive la propria vita abitudinaria con le proprie certezze, le proprie paure, con il timore, e la curiosità, di incontrare gli altri.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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