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Gattatico, Reggio Emilia. “Cosa hanno mai fatto gli ebrei? Perché tanta gente ha creduto a quello che dicevano Hitler e i nazisti? Puoi aiutarmi a capire per quale motivo in tanti li odiassero a tal punto da permettere che fossero perseguitati?

Questa la domanda che Sofia pone a suo nonno, Roberto Finzi, grande studioso e autore di libri e articoli, in Italia e all’estero. Un dialogo fittissimo tra nonno e nipote, un viaggio appassionante, mano nella mano, attraverso la Storia. Alla ricerca dell’origine e del significato dell’antisemitismo, un odio irrazionale e antico, mai del tutto sopito.

Il libro Cosa hanno fatto mai gli ebrei? sarà presentato al Museo Cervi mercoledì 23 ottobre alle ore 17, nel contesto della Biblioteca per ragazzi il MappaMondo, in occasione della settimana BiblioDays 2019 organizzata dalla provincia di Reggio Emilia. Rivolto a docenti, studenti e a tutto il pubblico interessato.

Nel nostro tempo, assieme alla rapidità dello sviluppo tecnologico e di nuove abitudini, restano negli individui e nelle società miti e pregiudizi nati nella notte dei tempi recepiti e ripetuti di generazione in generazione. L’odio nei confronti degli ebrei ne è un esempio. È così consolidato che nemmeno la storia terribile della Shoah è riuscita a sradicarlo. Allora molti si chiedono: cosa hanno mai fatto gli ebrei perché in tanti li odino?

È questa la domanda da cui parte il dialogo tra Sofia, tredicenne, e il nonno in cui si ripercorre quanto gli ebrei hanno subito nel tempo a partire dalla risposta a questo interrogativo. È un quesito, dice il nonno, mal posto. Così si attribuisce a loro la causa delle persecuzioni. Il punto, ci dice la storia, è invece capire cosa viene attribuito agli ebrei da chi ha già dentro di sé un pregiudizio nei loro confronti.

Roberto Finzi (Sansepolcro, 1941) ha insegnato Storia economica, Storia del pensiero economico e Storia sociale negli atenei di Bologna, Ferrara e Trieste. Ha pubblicato con alcune fra le maggiori case editrici italiane e in numerose riviste italiane e straniere. Suoi lavori sono stati editi, oltre che in Italia, in Argentina, Belgio, Brasile, Cina, Francia, Gran Bretagna, Giappone, Spagna, Stati Uniti.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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