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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – In un mese di luglio che si presentava senza proposte ufficiali, sono arrivate invece numerose iniziative con lo sport all’Oratorio (pallavolo, calcetto, karatè), con la solidarietà preso il The Country con l’Associazione Osvaldo Marcotti e la cultura con la presentazione del libro “Cosa resta di Male” di Gianmarco Soldi vincitore del premio Flaiano di Narrativa.

Quindi non sono mancate le occasioni per trascorrere, assieme a personaggi importanti, queste calde serate estive. L’ultimo appuntamento con apericena si è svolto grazie alla collaborazione di Chiara e Enzo presso il “Bar Rifugio” di via Carducci, presentato nell’apposita locandina promozionale con il nuovo logo, unitamente a quelli dell’Amministrazione Comunale, per la quale era presente il Sindaco Graziano Cominetti, della Bibilioteca rappresentata dal Vice Sindaco Marcella Ferrari e della ProLoco di Pescarolo ed Uniti rappresentata dal Presidente Dondi Claudio. Alcune gocce iniziali sembravano compromettere l’iniziativa, che poi invece è proseguita normalmente.

Molto soddisfatto l’autore per l’interesse che ha trovato da parte del numeroso pubblico presente, verso il suo primo lavoro, che ha definito un romanzo di formazione. La presentazione dell’opera è avvenuta da parte dell’autore in risposta ad alcune domande che gli venivano poste in modo molto chiaro e puntuale da Federica Pedroni, in rappresentanza della libreria Mondadori di Cremona, lasciando giustamente la conclusione del tutto al lettore.

Nell’introdurre la serata la Pedroni, oltre a ringraziare i presenti, ha proposto alcune riflessioni, passando successivamente da una considerazione generale a entrare poi nel merito, evidenziando che il “Male” del titolo è semplicemente un diminutivo di Malena, figura centrale di un libro, riferito al nostro territorio e che ritiene formato da stile e storia, trattati alla pari.

Tra i tanti temi trattati, universali e specifici segnaliamo quelli dell’amore, dell’amicizia, dell’impatto della crisi economica e il rapporto tra città e campagna. Come romanzo di formazione è una storia d’amore, tra Malena e Amato. Un amore che può essere ossessione, che può nascere dalle cose più semplici e impreviste e, nel caso specifico di Amato, nel ricordo di un esperienza vissuta da bambino, scopre di averla per i piedi delle ragazze, oppure dolcezza, come sentimento pulito.

Federica conclude la sua prima parte chiedendo all’autore: premesso che non tutti hanno letto il libro, come lo descriverebbe?. Gianmarco ringraziando i presenti e Federica per l’interessante presentazione, precisa che “alcuni l’hanno classificato come feticismo, o di formazione, nel quale però la stessa è un di più. Amato esiste in funzione di Malena e degli amici, che da piccolo lo snobbano e dai quali invece vorrebbe attenzione, un romanzo sulle dipendenze, non anatomiche o quelle degli anni 90 (droga ecc.) ma che lo stesso si crea nel mettere la propria vita nelle mani degli altri, una persona che cerca di giustificare sé stesso tramite gli altri. Cosa resta di Malena, indica la stessa, come centro della storia e della vita di Amato. Anche se c’è poco di Lei, ed era quello che mi sarebbe piaciuto approfondire di più e in merito, cita una frase, di un cantautore, scritta all’inizio del libro “le distanze più belle sono quelle che non si percorrono mai”e nella quale ho visto la sintesi del libro che stavo scrivendo”.

Federica riprende il microfono per chiedere all’autore: “Parlando di feticismo nella piccola realtà, hai vissuto con timore i giudizi altrui? e qual è stata l’affermazione più strana che ti ha sorpreso?”

“sicuramente la cosa più simpatica – risponde l’autore – è stata quella di vedere la pro zia 80enne che, nonostante viva in cascina e sia più abituata al dialetto, leggere il libro con il rosario tra le mani. A chi mi chiede se Malena esiste, rispondo restando nel vago, però per me è come una persona vera. Mentre gli altri personaggi ho dovuto costruirli in ambientazioni nelle quali ci si possa ritrovare, con luoghi veri del nostro territorio. A chi mi chiede quanto ci sia di autobiografico rispondo che ho voluto viverlo sul territorio, perché lo amo e, facendo inoltre di necessità virtù, ci vivo e ci lavoro scrivendo canzoni”,

Chiede Federica: “Cosa resta di Male” non è certamente un libro freddo, con capitoli brevi che invogliano alla lettura, che lasciano poco pensare come l’autore sia all’esordio e quale collegamento ha questo primo libro con la musica, tua passione principale e quali sono i tuoi riferimenti letterari?

dal ritmo alla parola, nel mio lavoro c’è molto della musica, tra gli autori che apprezzo maggiormente posso citare a Antonelli e altri, ma devo tanto al Norvegese KARL OVE KNAUSGARD un pazzo, del quale non ho adottato lo stile completamente diverso, ma la sua visione reale delle cose , descritte in maniera meravigliosa, senza censura su qualsiasi argomento e che per lui sono autobiografiche. Ha avuto molti riconoscimenti e la sua ultima opera “La battaglia” 3000 pagine sarà completata dall’uscita in questo periodo del 6° volume”.

Sono poi seguite alcune riflessioni su alcune letture di parti del libro ad opera di Federica e la serata si è conclusa con un ringraziamento, da parte del Vice Marcella Ferrari, ai presenti, a Federica e all’autore, per l’opportunità che ci hanno dato di conoscere il premio Flaiano, invitando poi tutti ad approssimarsi al buffet per l’apericena.

(Nella foto di copertina Federica Pedroni e Gianmarco Soldi)

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Giampietro Masseroni
Classe 1940. ex sindaco di Pescarolo, appassionato estimatore del proprio territorio, del quale conosce- e riporta- vita, morte e miracoli...

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