Bussolengo, Verona. In ottemperanza all’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo, anche il Parco Natura Viva di Bussolengo ha chiuso le porte al pubblico.

Ma veterinari, keeper e responsabili del benessere animale continueranno ad assicurare ai 1200 esemplari ospitati il proprio lavoro quotidiano, senza alcuna eccezione: a cambiare per gli animali, sarà solo la presenza dei visitatori. Eppure quest’emergenza li coinvolgerà indirettamente, nella misura in cui le mancate entrate finanziarie potrebbero “porre – annuncia Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico – in uno squilibrio finanziario gravissimo l’andamento del 51esimo anno a difesa della biodiversità del Parco Natura Viva”.

Da qui, parte l’appello al sostegno: tramite la Fondazione A.R.C.A. (Animal Research and Conservation in Action) è attiva una raccolta fondi per sostenere tutte le 250 specie che qui vivono e che continueranno a vivere la propria quotidianità grazie all’impegno incondizionato di tutto lo staff.

“Si tratta di una situazione di massima criticità che mai avevamo dovuto affrontare in più di mezzo secolo – prosegue Avesani Zaborra – e che ci mette in seria allerta. Siamo una struttura che sfiora costi per 14mila euro al giorno e certo non potevamo prevedere che, usciti da un inverno come questo, ci si ritrovi oggi con il Parco ancora chiuso senza la nostra unica forza, ovvero i nostri abbonati, i nostri visitatori e il pubblico che ci segue”.

Una forza che nei decenni ha permesso di realizzare – tra le altre cose – 25 progetti di conservazione delle specie minacciate, 6 progetti di reintroduzione in natura degli esemplari nati al Parco e 37 pubblicazioni scientifiche. “Nessuno di noi si tirerà indietro: con tutte le precauzioni sanitarie prescritte, continueremo a lavorare per i nostri animali perchè dietro i nostri cancelli chiusi, la battaglia per la difesa della biodiversità non si ferma. Chiediamo a tutti di continuare a combatterla insieme a noi”, conclude Avesani Zaborra.