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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una corposa circolare che raccoglie le risposte ai quesiti più frequenti relativi all’utilizzo del Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali introdotto dalla Legge di bilancio 2021.

In particolare il provvedimento interviene a chiarire l’ambito temporale di applicazione dell’incentivo. Nel caso in cui gli investimenti eleggibili al credito d’imposta siano effettuati anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina (ovvero alla data del 15 novembre 2020), e sia stato versato l’acconto del 20% con ordine vincolante, gli investimenti restano “incardinati” alla precedente normativa (con le aliquote previste dalla legge di bilancio 2020).

Altro tema importante è quello dell’utilizzo del credito oltre il 3° anno. L’Agenzia stabilisce che nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno.

Per quanto riguarda invece il caso dell’utilizzo in unica quota annuale per il credito imposta investimenti (non 4.0) si chiarisce che si tratta di una facoltà dell’impresa.

Sul tema della cumulabilità la Circolare ribadisce che l’agevolazione risulta cumulabile con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto.