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Lo scorso aprile sembrava che la battaglia fosse quasi vinta. La Corte Suprema israeliana aveva infatti emesso una sentenza che invitava il Ministero della Difesa a modificare il percorso del muro di separazione e di tutelare gli interessi e le attività dei monasteri di suore salesiane e di frati che da anni hanno proprie sedi nella valle di Cremisan, fra Betlemme e Gerusalemme, in territorio palestinese.

Lunedì scorso la Corte si è in qualche modo rimangiata la precedente decisione di solo tre mesi fa e ha dato al ministero israeliano della Difesa il via libera per iniziare la costruzione del muro.

“Questa sentenza”, spiegano i legali della Society of St.Ives che tutelano le suore di Cremisan, ” limita l’effetto della precedente decisione della Corte di fermare la costruzione del muro di separazione. Il  muro  sarà quindi costruito vicino al convento salesiano e al monastero, nonché su  terreni privati ​​sia di abitanti di Beit Jala chedei religiosi”.

Si salveranno solo alcune centinaia di metri, in lunghezza, adiacenti ai monasteri salesiani e alle loro proprietà.

Il percorso del muro nella valle di Cremisan

Secondo il Ministero della Difesa la decisione della Corte dello scorso aprile non aveva annullato l’itinerario programmato, ma ha solo chiesto di mantenere un legame territoriale tra il Convento delle suore e il Monastero, nonché il collegamento dei monasteri con la comunità locale e il loro accesso.

Il legale Ghiath Nasser che rappresenta il Comune di Beit Jala Comune e i proprietari dei terreni, ha presentato una richiesta alla Corte Suprema sottolineando che il Ministero e i suoi piani “sono oltraggio alla Corte e la sua decisione”. Society of St. Yves appoggia la richiesta.

Nasser intende presentare una nuova petizione alla Corte Suprema di Israele per chiedere di riconsiderare  le richieste degli abitanti di Beit Jala e di prendere una decisione definitiva al riguardo.

La vicenda del muro nella valle di Cremisan è iniziata molti anni fa.

Popolis è stato coinvolto, ha realizzato un ebook “Verrà un giorno senza confini (disponibile gratuitamente) e ha realizzato un video di denuncia che vi riproponiamo. Poiché quasi nulla da quel giorno è cambiato.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.