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Cremona. Inizia con un appassionante incontro sulla storia del territorio cremonese il programma per il nuovo anno dalla Società Storica Cremonese: mercoledì 17 gennaio l’incontro: “Cremona e il Po: città, vescovo e fiume tra XI e XV Secolo” a cura di Luca Burgazzi. Alle ore 17 presso la sala Puerari del Museo Civico in via Ugolani Dati 4, ingresso libero.

La storia di Cremona in età medievale è affascinante e ricca di spunti di riflessione sulle opportunità politiche ed economiche che si svilupparono in questa città tra il X e il XIV secolo quando Cremona seppe porsi come alternativa politica a Milano per la supremazia in Lombardia.

Ruolo fondamentale in tutto questo è sicuramente il rapporto con il suo fiume, il Po. Oggi forse un po’ troppo dimenticato, ma a quel tempo fondamentale non solo per quanto riguarda l’aspetto commerciale, ma anche come strumento di controllo politico del territorio. E’ proprio il rapporto tra città e fiume che sta alla base della ricerca storica che verrà presentata nell’incontro.

In particolare il relatore cercherà di far emergere nel corso dello sviluppo cronologico dei fatti un filo conduttore: il rapporto tra il vescovo e il fiume.

Molto infatti è stato scritto in merito alla storia istituzionale della città e avrebbe poco senso tentare anche solo una sintesi – spiega Burgazzi – ma credo che sia interessante approfondire questo tema specifico soprattutto per aprire spazi nuovi di ricerca, vista la presenza di documenti ancora inediti. All’interno di questa narrazione cercherò di sottolineare gli aspetti che riguardano questo rapporto tra vescovo e fiume che parte da molto lontano e che ha effetti giuridici, riscontrabili.

Infine credo che sia importante per ogni città capire e studiare il proprio passato in modo da poter acquistare consapevolezza degli spazi delle tradizioni e della storia del proprio ambiente cittadino. – continua Burgazzi – Credo che sia importante riappropriaci della storia delle nostre città e territori per avere gli strumenti per poter provare ad immaginare un futuro alternativo, sostenibile e soprattutto coerente. –

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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