Bologna. Delitti e stragi inquietanti, dalla Banda Casaroli ai delitti del Dams, dalla strage del 2 agosto all’Italicus fino alla Uno Bianca: per la prima volta insieme in mostra gli scatti di Walter Breveglieri e Paolo Ferrari che attraversano 50 anni di crimini e processi a Bologna e intersecano la storia della Nazione.Apre al pubblico venerdì 23 ottobre all’Oratorio di Santa Maria della Vita in via Clavature 8/10 “Criminis Imago. Immagini della criminalità a Bologna”, organizzata da Genus Bononiae. Musei nella città, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bologna, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri. 100 fotografie in bianco e nero che immortalano mezzo secolo di crimine a Bologna e in Emilia-Romagna attraverso lo sguardo dei fotoreporter bolognesi Walter Breveglieri (dal 1949 al 1972) e Paolo Ferrari (per il periodo 1972-2000).

La storia della città della passa attraverso vicende che qui hanno avuto luogo, in città, nei dintorni e nelle aule dei tribunali. Processi che hanno riguardato anche crimini commessi in altri luoghi, ed approdati in Cassazione, come i processi ad Ettore Grande e Rina Fort. Grazie al lavoro di due formidabili fotoreporter: Walter Breveglieri e Paolo Ferrari, che hanno documentato questi momenti tragici, ma che appartengono alla storia italiana, oggi possiamo vedere una appassionante  mostra di 100 fotografie in bianco e nero.

Una storia narrata nella mostra “Criminis Imago. Immagini della criminalità a Bologna” all’Oratorio di Santa Maria della Vita (via Clavature 8/10) dal 23 ottobre al 10 gennaio prossimi, organizzata da Genus Bononiae. Musei nella città, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bologna, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri. Partner della mostra è la casa editrice Minerva di Bologna, proprietaria dell’Archivio Fotowall di Walter Breveglieri.

L’iniziativa è curata dal Procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato e da Marco Baldassari, responsabile dell’Archivio Ferrari di Genus Bononiae. Il comitato scientifico si avvale dell’esperienza di Carlo Lucarelli, autore assieme a Susi Pelotti e Luigi Stortoni dei testi che accompagnano il catalogo, realizzato con tutte le immagini della mostra.

100 fotografie in bianco e nero, assieme ad altre immagini tratte dagli archivi della Polizia, mezzo secolo di crimine a Bologna e in Emilia-Romagna un lavoro di documentazione puntuale, da reporter, che si sposta dai luoghi del delitto alle aule dei tribunali. La Banda Casaroli, che nell’autunno del 1950 seminò terrore e morte: una storia che sedusse il regista Florestano Vancini, che dedicò un film alla vicenda. Le macerie della stazione di Bologna e i resti dell’Italicus. Il luogo dell’omicidio di Francesca Alinovi e il ritrovamento della salma di Angelo Fabbri, ricompresi nella troppo disinvolta definizione di ‘delitti del Dams’. E ancora il drammatico sequestro dell’imprenditore bolognese Eugenio Gazzotti, il terrorismo con i processi ad Ordine Nero e a Prima Linea, Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, i numerosi delitti.

Il percorso di mostra accoglie, oltre alle immagini dei sopralluoghi della Scientifica, anche alcuni oggetti d’epoca: macchine fotografiche, corpi del reato, divise storiche delle forze dell’ordine, fino alle moto e auto della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri in uso negli anni ’50, che verranno esposte nel cortile di Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna, parte del Circuito Genus Bononiae.