Tempo di lettura: 2 minuti

Si perde il lavoro? La crisi costringe a licenziare dipendenti? Gli ordini diminuiscono e l’economia non gira? La soluzione potrebbe essere dietro l’angolo: basta avere fede. Ne sembrano decisamente convinti gli imprenditori e i lavoratori che hanno scelto di portare la preghiera sul posto di lavoro.

Maria Chiara Martina
Maria Chiara Martina

A coordinare la singolare iniziativa è il progetto ‘Impresa Orante’ fondato a Torino nel 2015 da un’intuizione dell’imprenditrice Maria Chiara Martina, con il sostegno dell’Opera dei Giuseppini del Murialdo, e che proprio in questi mesi ha iniziati a diffondersi in diverse realtà dell’Italia del Nord e non solo.

“Non ho inventato niente di nuovo”, ci tiene a precisare durante il suo incontro a Legnago qualche giorno fa. E ricorda i racconti di sua nonna che, in tempo di guerra, insieme ai famigliari combatteva la disperazione trovando l’unica consolazione proprio nella preghiera.

E la preghiera accompagna da sempre ogni religione. Tornando al cristianesimo, viene spontaneo ricordare quel motto monastico benedettino Ora et labora, che mette in stretta relazione l’occupazione con la lode di Dio.

Ma come si svolge, in concreto, l’iniziativa di Impresa Orante? Ci sono ormai diverse ‘cellule’ (una anche nella bassa veronese) come vengono chiamate dagli organizzatori: gruppi di preghiera che trovano sede in aziende, fabbriche e presso privati.

Dunque una volta alla settimana, negli orari che vanno meglio ai partecipanti, si recita il rosario, una volta al mese invece si celebra la Messa, ed è prevista anche la pratica del digiuno. Che aiuta a liberarsi della distrazione del cibo per concentrare energie sul pensiero. La libertà di partecipare è assoluta, dicono gli organizzatori.

La scelta di proporre un momento di preghiera è sembrata rivoluzionaria e a quanto pare ha iniziato a riscuotere successo, sentendo le testimonianze piene di entusiasmo di chi ne prende parte. E chi prega regolarmente sta meglio: si riscoprono relazioni umane con i colleghi, i vicini, i compagni di sventura, e l’unione fa la forza.

“Chi partecipa si sente incluso in un gruppo, si sente parte di una comunità, combatte la solitudine, ritrova serenità e fiducia nel futuro”.

Ecco quindi le preghiere per ritrovare occupazione, ma anche per augurarla agli altri, o per scongiurare la caduta in uno stato di depressione e ansia continue dettato dalla difficile situazione economica.

E per chi non è credente o praticante? “La preghiera è aperta a tutti”, assicurano i promotori dell’iniziativa. D’altronde, male non fa: di sicuro non farà calare dall’alto del cielo un lavoro, ma la speranza è l’ultima a morire, come si dice, e forse l’appuntamento con il rosario può davvero rivelarsi efficace.

D’altronde non è un mistero: in ogni angolo del mondo e in ogni religione si invocano delle divinità, qualsiasi esse siano. E la recita di una preghiera in gruppo può avere un effetto calmante, esattamente come i mantra della religione buddista. Serve, poi, a uscire dalla crisi? Avere dubbi è lecito, ma è certo che lo stato di benessere che si diffonde nel corpo e nello spirito di sicuro male non fa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *