Che succederebbe se ci mettessimo a cucinare le vecchie ricette della nonna? Quelle venete fino al midollo, venete nei secoli, un po’ bizantine se ci avviciniamo al mare veneziano, un po’ asburgiche se ci spostiamo a nord, ridenti di riso se affondiamo in terra veronese.

Succede che ci mettiamo a cucinare la crisi. Con alimenti poveri, gustosi ed economici.

Dalla minestra di luganeghe di Velo Veronese, alla pinza onta del rodigino, dalla torta di pane e mele di Fratta Polesine ai gnocchi de poina di Caprino Veronese.

Insomma, un tempo la cucina era un’arte e si mescolava con la ben nota capacità di “arrangiarsi” con i prodotti che la terra e il mare offrivano. Piccole astuzie, trovate geniali e abbinamenti impensati hanno così dato vita ad una tradizione culinaria popolare, semplice ma gustosa.

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Su queste premesse nasce il bel progetto CUCINA LA CRISI ideato e realizzato da  in UNPLI Veneto, il comitato che riunisce le Proloco del Veneto, in collaborazione con Regione Veneto e le associazioni dei consumatori.

Un’iniziativa che prosegue fino a primavera e che vuole identificare i piatti della cucina locale veneta, sviluppando nel consumatore la capacità di utilizzare in modo intelligente ed economico i prodotti, rivalutando e riscoprendo le ricette che talvolta si sono un po’ perse.

Le 55 pro loco aderenti presentano, all’interno di un loro evento, la “ricetta dei nonni” attraverso uno “show cooking” con degustazione finale del piatto, illustrandone prodotti utilizzati, realizzazione e proprietà organolettiche nutrizionali. Un’occasione per scoprire, grazie alle Pro Loco, un altro spaccato del nostro passato.