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Edolo (Brescia) – Unimont, l’università della montagna che ha sede a Edolo (Brescia), organizza per mercoledì 21 marzo, dalle 8.30 alle 17.30, un workshop su problematiche e potenzialità del rilancio di cultivar locali tradizionali di montagna, mettendo diverse esperienze a confronto.

La partecipazione è libera e gratuita però è obbligatoria l’iscrizione entro il 16 marzo, si può partecipare all’evento anche in modalità online. L’incontro fa parte del progetto finanziato nel 2017 dalla Regione Lombardia “Buone pratiche per il recupero, la coltivazione e la valorizzazione delle cultivar locali tradizionali lombarde”.

LocandinaEcco il programma: 

  • 08.30 – 09.15, Registrazione dei partecipanti e allestimento mostra “Cultivar locali tradizionali di montagna”
  • Apertura dei lavori
  • 09.15 – 09.30, Anna Giorgi (Unimont – Università degli Studi di Milano)

Sessione I: Aspetti tecnico-scientifici e normativi per la tutela e la valorizzazione dell’agrobiodiversità vegetale

  • 09.30 – 10.00, Roberto Pilu (Università degli Studi di Milano): Conservazione e valorizzazione delle varietà tradizionali: aspetti storici, scientifici e pratici
  • 10.00 – 10.30, Laura Ronchi (DG Agricoltura Regione Lombardia): Gli strumenti normativi per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare in Lombardia
  • 10.30 – 10.50, Luca Giupponi (Università degli Studi di Milano): Studio e valorizzazione di cultivar tradizionali locali: le esperienze di UNIMONT
  • 10.50 – 11.30, coffee break e visita alla mostra “Cultivar locali tradizionali di montagna”

Sessione II: Esperienze a confronto

  • 11.30 – 11.50, Patrizio Mazzucchelli (Raetia Biodiversità Alpine): Ricerca, mantenimento e tutela di cultivar tradizionali di montagna e sviluppo di filiere
  • 11.50 – 12.10, Paolo Santinello (Ass. Grani di Tradizione dell’Oltrepò): Riprendere la tradizione di far evolvere: il percorso dell’Associazione Grani di Tradizione dell’Oltrepò
  • 12.10 – 12.20, Federico Chierico (Paysage à Mangier): L’esperienza di Paysage à Manger nella coltivazione e valorizzazione di ortaggi antichi d’alta quota
  • 12.20 – 12.40, Antonio Rottigni (Ass. Mais Spinato di Gandino): L’importanza della cooperazione per la valorizzazione del Mais Spinato di Gandino e lo sviluppo territoriale
  • 12.40 – 13.00, Donatella Scandella (Ass. Mais Rostrato Rosso di Rovetta): Rostrato rosso di Rovetta: dalla tradizione contadina un’occasione per il futuro
  • 13.00 – 14.00, Lunch break e visita alla mostra “Cultivar locali tradizionali di montagna”
  • 14.00 – 14.20, Stefano Plona (agr. custode Mais Nero Spinoso): Mais Nero Spinoso: il compito dell’agricoltore custode
  • 14.20 – 14.40, Stefano Turrisi (Ass. Agricoltori Valle S. Martino): L’esperienza dell’associazione Agricoltori Valle S. Martino nella riscoperta del Mais Scagliolo di Carenno
  • 14.40 – 15.00, Cleto Della Valle (Antico Forno di Berola): Dalla segale autoctona ai prodotti da forno tradizionali e innovativi
  • 15.00 – 15.20, Paolo Benetti (Birrificio La Salvadega): Dare nuovo valore a prodotti antichi: problemi e potenzialità dell’utilizzo in birrificazione di ingredienti tradizionali di un territorio
  • 15.20 – 15.40, Matteo Calzaferri (Az. Agr. BèpeteBAM): Coltivazione di cereali tradizionali in Val Camonica e loro impiego nella produzione di birra artigianale
  • 15.40 – 16.00, Andrea Messa (Ass. Grani dell’Asta del Serio): Innovare la meccanizzazione per le cultivar tradizionali di montagna
  • 16.00 – 16.20, Matteo Colosio (CFP Clusone): La cultura delle colture nella formazione
  • 16.20 – 17.00, Discussioni conclusive e chiusura dei lavori

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