Per tutti coloro che passeranno le vacanze sulle montagne da non perdere l’appuntamento con “Rifugi di Cultura” dal 23 giugno al 23 settembre il Club alpino italiano organizza spettacoli, reading, escursioni e concerti in 18 rifugi di 7 regioni per parlare di Grande Guerra e Resistenza, fino ad arrivare al brigantaggio e ai forti di età moderna.

Diciotto appuntamenti in altrettanti rifugi alpini alpini e appennici, dai 660 ai 2200 metri di quota, aventi come filo conduttore le montagne in conflitto. Queste le caratteristiche della sesta edizione di “Rifugi di cultura”, evento estivo diffuso organizzato dal Club alpino italiano (attraverso il Gruppo Terre Alte del Comitato Scientifico Centrale), quest’anno dedicato ai conflitti nella storia di Alpi e Appennini: dai forti di età moderna al brigantaggio, dalla Grande Guerra alla Resistenza.

Attraverso spettacoli, reading, escursioni, canti e racconti, le montagne italiane (dal Cuneese allo Zoldano, dalla Ciociaria alla Daunia, passando per la Valle Spluga e la Val Codera) si popoleranno di briganti e brigantesse, soldati e partigiani, fortificazioni e linee di confine, vicende di militari e civili impegnati in battaglie su fronti ed epoche diverse.

“Anche quest’anno Rifugi di cultura offre l’occasione per coniugare l’avvicinamento alla montagna con una rivisitazione storica di vissuti che hanno visto Alpi e Appennini fare da sfondo a eventi bellici e a profondi mutamenti sociali”, afferma il Presidente Generale del CAI Vincenzo Torti.

“Così il rifugio diventa punto di raccordo di esperienze sensoriali e culturali a un tempo, dove riscoprire storie di uomini e donne, talvolta tragiche e talaltra cariche di speranze, in una dimensione capace di coinvolgere ancor più, proprio per la peculiarità dell’ambientazione. Senza, però, mai snaturare o contraddire la vocazione alla sobria essenzialità dei nostri rifugi”.

Gli fa eco il coordinatore del Gruppo Terre Alte Mauro Varotto: “Abbiamo ideato questa edizione sulle montagne in conflitto in occasione del centenario della conclusione della Grande Guerra. Ma non c’è solo la Grande Guerra: tante sono le declinazioni proposte, come del resto sono tante e diverse le vicende conflittuali che hanno riguardato i nostri territori montani”.

Il programma