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I canti della montagna hanno creato l’atmosfera ideale a Firenze per presentare il progetto Casa della Montagna di Amatrice, che vede coinvolti Anpas e CAI nel creare una struttura che abbia valenza sul territorio, un presidio funzionale per il volontariato ma anche per gli amanti della montagna. Accordo tra i due sodalizi in occasione della manifestazione nazionale “Cuore al centro”, dedicata ai 3000 volontari di Anpas intervenuti nell’emergenza dopo il terremoto del Centro Italia.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti per la costruzione di quello che vuole essere un luogo ricreativo, sociale e culturale, in grado di contribuire alla ripresa della vita nei luoghi devastati dal sisma attraverso l’avvicinamento e l’amore per le terre alte.

La Casa della Montagna, che sorgerà nell’area della Scuola Capranica, andata completamente distrutta dal sisma, sarà una struttura modulare, antisismica, autosufficiente dal punto di vista energetico e ampliabile nel tempo, che mima i profili delle montagne circostanti. Sarà la sede della Sezione CAI amatriciana, un luogo con funzioni educative e informative.

Il CAI si impegna a realizzare tutte le opere previste, a partire dalla data di messa a disposizione dell’area e non appena ottenute tutte le autorizzazioni previste dalla normativa. Una volta ultimata, il CAI consegnerà la struttura al Comune l’opera a titolo gratuito.

Anpas si impegna a cofinanziare la realizzazione dell’opera con gli oltre 400.000 euro raccolti con la raccolta fondi, portata avanti in collaborazione con il Club alpino italiano, mentre il Comune si impegna a destinare l’opera al CAI per le attività previste dal progetto.

“Con questo progetto intendiamo dimostrare ancora una volta la nostra vicinanza alle popolazioni colpite, espressa fin dalle prime ore attraverso l’intervento dei volontari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico”, ha affermato oggi la Vicepresidente generale del CAI Lorella Franceschini.

“Insieme ad Anpas ancora oggi vogliamo essere protagonisti, dopo il soccorso, anche della ricostruzione. Per favorire la ripresa anche economica del territorio il CAI intende ripartire dalla frequentazione dei sentieri, per promuovere un turismo consapevole e sostenibile. Con la Casa della Montagna di Amatrice, poi, vogliamo dare il nostro contributo alla ricostruzione sociale, attraverso quello che sarà un centro polifunzionale, con palestra di arrampicata, posto tappa, biblioteca e sala conferenze. Un modello di coesione e condivisione, per riportare le persone ad Amatrice e per promuovere il turismo sostenibile sulle sue montagne”.

La Casa della Montagna è un’idea, un sogno nato subito dopo il sisma, con CI e Anpas diventerà qualcosa di concreto, non provvisorio, ma duraturo nel tempo.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.