“Curando avendo cura”. Questo il titolo di un comunicato diffuso dalla Fondazione Pari di Ostiano (Cremona) con il quale si annunciano per il mese di dicembre una serie di iniziative che vogliono far conoscere ulteriormente la casa di riposo. Ben sette appuntamenti, sei dei quali si terranno all’interno di una tensostruttura appositamente noleggiata e idonea ad ospitare i vari incontri.

Per saperne di più ci siamo rivolti al Presidente Coppola che ringraziamo per l’ospitalità e per averci fatto conoscere alcuni importanti aspetti delle iniziative. Abbiamo così avuto modo di sapere e scoprire che ad uno di questi incontri, in programma giovedì 19 dicembre, alle ore 18.00, dal titolo Etiopia, Natura, uomini e religioni”, è strettamente collegata la mostra di Enrico Madini dal titolo “Così lontani, così vicini, bimbi dell’Etiopia del sud” e inaugurata nella mattinata di sabato 7 dicembre.

Erano presenti, oltre a parte del personale, numerosi ospiti della struttura con l’educatrice Francesca Denicoli, il Direttore Generale Scaratti Ivan, per il consiglio d’amministrazione il consigliere Prignacchi Luisa. Obiettivo di questa iniziativa fermamente voluta dalle varie componenti della struttura, amministrativa, sanitaria e generale, l’apertura della Fondazione verso l’esterno, ha evidenziato il Presidente Coppola Marco dopo un saluto ai presenti e un grazie a tutti coloro che hanno lavorato per concretizzarla.

Obiettivo confermato poi dal Direttore Sanitario Dottor Quattrone che ha avuto la conferma di essere sulla strada giusta quando un nostro ospite, ha precisato lo stesso, mi ha detto “la vita che io vivo qua dentro, benchè tribolata è molto bella da vivere”. Il Dottor Quattrone poi, con un benvenuto speciale, ha presentato l’artefice della mostra e autore di tute le foto, l’apprezzatissimo e conosciuto medico condotto di Cremona, Dottor Enrico Madini, che oltre ad essere un buon medico ha la passione dei viaggi e della fotografia.

Non solo per passione come si definisce lui, precisa Quattrone, ma appassionato amante della fotografia con la F maiuscola e lo confermano i riconoscimenti, nazionali e internazionali, avuti anche come esperto fotosub e videosub. Poi il suo interesse si è indirizzato verso viaggi per conoscere popolazioni e culture, e in merito si possono trovare racconti e gallerie fotografiche sul sito www.enricomadini.com.

Il dottor Madini è’ socio fondatore della Onlus Barjo Ime, nata per sostenere tre villaggi di etnia Hamer in Etiopia e per la quale ha pubblicato “Frammenti d’Africa, Viaggio nell’Etiopia del Sud” e il calendario 2020 “Giochi con me?”.

“E’ con onore e piacere che ho accettato di contribuire ad arricchire questa serie di iniziative, – ha esordito Madini – con questa mostra sia perché conosco bene il Dottor Quattrone, sia nel ricordo di quelle supplenze che feci a Ostiano per il dottor Bonsi, Le foto esposste riguardano solo bambini ai quali diamo il nostro aiuto”.

“Sono comunità che si trovano a circa 50 chilometri dal confine del Kenia, vivono in prevalenza di pastorizia e nella povertà più assoluta, lontanissimi da noi per molti motivi, ma penso –  ha precisato Madini – che anche il cuore più duro, non possa non essere toccato da quegli sguardi. In quattro anni di aiuti, abbiamo realizzato e ampliata una scuola, affrontato il problema dell’acqua, abbiamo regalato a loro dei sandali regolabili considerato che sul terreno prosperano piante ricche di aghi molto pericolosi“.

La mostra è divisa in tre sezioni: la prima riguarda un etnia di cacciatori e guerrieri che hanno imparato anche a truccarsi; la seconda riguarda etnie diverse che hanno in comune gli sguardi e il loro voler dire qualcosa; e infine ci sono i bambini, quelli che aiutiamo noi più ospitali e gentili.

Il Dottor Madini ha concluso il suo intervento, ringraziando tutti e rinnovando l’invito all’incontro di giovedì 19 dicembre. Il Presidente Coppola ha chiuso ringraziando tutto il personale e tutti coloro che hanno contribuito e contribuiranno alla buona riuscita delle iniziative in programma.

Un ringraziamento mio personale lo devo, oltre che a Coppola, a tutto il personale per la cortese accoglienza, sempre con il sorriso e a tutti gli ospiti che hanno accettato un mio clic grazie.