Tempo di lettura: 4 minuti

Il personaggio, piaccia o non piaccia, sembra sia al centro dell’attenzione. Delle venti copie del libro “Putin l’ultimo zar” di Nicolai Lilin, come risultano presenti nelle rispettive biblioteche della “Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese”, altrettante copie sono in prestito, nel drammatico periodo in cui, sul profilo di una cronaca internazionale, il protagonista stesso di questo volume, scritto dal medesimo autore del noto romanzo “L’educazione siberiana”, è, pure, a vari livelli, sotto i maggiori riflettori delle dinamiche militari e politiche che risultano proprie dell’assetto mutato di quello scenario globale in cui già la sua figura aveva da tempo ispirato l’accennato scrittore d’origine trasnistriana, nato a Bender, nella autoproclamatasi Repubblica di Repubblica Moldava di Pridniestrov (Trasnistria), fra la Moldavia e l’Ucraina.

Oltre ai libri a prestito, tanti quanti ne erano disponibili sugli scaffali delle varie biblioteche comunali, pare ci siano, pure, stando ancora alla visione della libera banca dati del pubblico patrimonio librario locale, anche ventitré prenotazioni, già candidate, in coda, per poter personalmente disporre di tale pubblicazione che, al taglio di una biografia, reca lo stile di una narrazione ritenuta pertinente.

L’interrogativo che conclude una breve recensione di quest’opera editoriale, esplicita, infatti, i termini di una riflessione “Ma chi è davvero il nuovo zar di tutte le Russie?”, corredando, con tale punto di domanda, il profilo sommario di questa proposta di lettura, data in stampa nel 2020.

Alla stregua, sul noto capo del Cremlino, la curiosità dei lettori bresciani e cremonesi si esplica, malgrado tutto, in una variabile adesione al poter attingere ad altra letteratura, anch’essa fattibile d’interagire con il tema stesso, se, come pure si evince dalla stessa fonte di deposito di ciò che costituisce il vasto panorama delle pubblicazioni acquistate dalle rispettive biblioteche di tutto un territorio, un interessante numero di prestiti in corso è, contestualmente, lievitato nel porre riscontro ad altrettante pubblicazioni corrispondenti.

Ad esempio, “Putin segreto” di Vladimir Fedorovski, a fronte di una copia disponibile, risulta che la stessa sia in prestito, mentre per stare su numeri più significativi, cinque sono le copie della “Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese” a divulgazione del tomo “La Russia di Putin” di Mara Morini, ed altrettanti esemplari sono nelle case dei lettori che l’hanno personalmente scelto, per farne una lettura o una semplice consultazione fra le pagine di tale opera analitica.

Sfiorato da tale presunta tendenza, anche il lavoro di Sergio Romano, dal titolo “Putin e la ricostruzione della grande Russia”, con tre copie a prestito, sulle otto riscontrabili nelle varie sedi bibliotecarie, afferenti pari sistema di promozione alla cultura, mentre, fino a prova contraria, ancora nessuno, al momento di questa stima, pare abbia preso in considerazione andare incontro al medesimo Vladimir Putin nel suo essere nel ruolo di autore, con il suo libro “Memorie d’oltrecortina” del 2001.

Nel ruolo di coautore lo si trova, insieme a Vasilj Sestakou e di Aleksej Levickj, nel libro evocativamente intitolato, “Impara il Judo con Putin”, anch’esso, in Italia, nel 2001, quale formulazione editoriale di nicchia, nella quale, ad un dato settore sportivo, si esplica la nota passione del leader russo per questo tipo di agonismo, in relazione a cui la “Mondadori” vi pubblica, in questo caso, l’indicazione ai lettori che trattasi di un’iniziativa di stampa “Per specialisti e appassionati, con gli esercizi preparatori, le regole di comportamento sul tatami e i rituali che accompagnano gli incontri”.

A porre, ancora, al centro della dimensione politica l’attuale figura al vertice della Federazione Russa, è nella stessa serie dei libri disponibili sull’argomento, Demetrio Volcic, con il suo “Il piccolo Zar”, editato da “Laterza” nel 2008.

In lettura anche “Un secolo di Russia: 1917 – 2017: dalla rivoluzione bolscevica a Vladimir Putin” di Lorenzo Gianotti e di Nicola Lombardozzi, mentre, tutto esaurito per il volume “Oligarchi: come gli amici di Putin stanno comprando l’Italia” di Jacopo Iacoboni e di Gianluca Paolucci, sfornata dalla predetta editrice, con già otto prenotazioni in attesa che le due tornino tra gli scaffali della Queriniana di Brescia e della biblioteca civica di Gardone Riviera.

Anche gli ebook sono attraversati da tali estemporanee tracce di lettura, se, fra esse, si profila, fra varie altre, anche una curiosa e testualmente intitolata opera “Putinfobia”, per la “Piemme”, anno 2016, a firma di Giulietto Chiesa (1940 – 2020) che, nella tradizionale versione “cartacea”, svela tutte e quante le tre copie presenti, registrate in prestito.

A centrare il bersaglio, quasi pure vaticinando il corso a venire degli eventi incombenti dall’anno della sua stampa che risale al 2015, è, invece, il libro emblematicamente recante il titolo “Il conflitto russo – ucraino” di Eugenio Di Rienzo, per la casa editrice “Rubettino”, con il tutto esaurito delle quattro copie disponibili, già attese da cinque prenotazioni, a rimpiazzo dei lettori che se lo son presi rispettivamente dalle biblioteche comunali di Calcinato, Iseo, Roncadelle e Villa Carcina.