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Rezzato, Brescia. Ne ha già macinati qualche migliaio di quel milione e cinquecentomila passi Marino Antonelli, che uscito dalla sua casa di Rezzato si è incamminato verso Roma. Lo scopo della poderosa sgambata è uno solo: chiedere la liberazione di Patrick Zaki, e promuovere la petizione su change.org per spingere il Governo italiano a procedere subito con l’iter per il riconoscimento della cittadinanza italiana.

La sentenza del processo per lo studente Bolognese è attesa a giorni e Patrick rischia di passare altri anni nelle carceri Egiziane per aver espresso una opinione. Così a modo suo Marino Antonelli sta tenendo alta l’attenzione sul caso Patrick, un passo dopo l’altro per coprire gli 800 chilometri del “Walking for Patrick”. Partito il 20 settembre ha previsto di essere a Roma il 20 ottobre, sabato scorso la tappa a Bologna, la città dove Patrick studia e da dove manca dal 7 febbraio del 2020 dopo l’arresto all’aeroporto del Cairo mentre tornava in Egitto a far visita ai parenti.

“L’idea di questo cammino è nata durante il primo lockdown, ad aprile del 2020 – racconta Marino Antonelli –. Vivevo questa sorta di contrasto: noi eravamo prigionieri nelle nostre case, ma presto saremmo tornati liberi, mentre Patrick continuava a rimanere in carcere e ogni 45 giorni veniva rimandato a giudizio. E poi stavo leggendo alcuni libri, tra cui l’ultima enciclica di papa Francesco: in quel testo si dice che per ricominciare dopo il Covid non possiamo aspettarci tutto dai nostri governanti, dobbiamo essere anche noi fautori del cambiamento. Ecco perché questa estate ho contattato i ragazzi di Station to Station, con l’idea di questa iniziativa. Così è iniziato tutto”. Ha dichiarato Marino al Redattore Sociale.

Ora Marino è atteso alla marcia della Pace Perugia-Assisi, il 10 ottobre e il 20, infine, se non ci saranno imprevisti durante il cammino l’arrivo a Roma, dove parteciperà a un flash mob per chiedere al governo di sbloccare l’iter della legge per la cittadinanza a Zaki, e assisterà all’udienza generale di papa Francesco.

Patrick per Marini è un simbolo dei diritti violati, della libertà d’espressione silenziata, di chi lotta contro i regimi repressivi sacrificando la sua vita.

Tutti possiamo firmare la petizione su change.org

Patrick George Zaki è detenuto da più di un anno e mezzo. La storia dello studente Egiziano è ormai risaputa, e purtroppo il susseguirsi dei continui rinvii hanno portato la situazione a limiti estremi. Il ragazzo studente alla università di Bologna, accusato dal regime Egiziano di atti sovversivi verso il proprio paese, in realtà viene tenuto in carcere in condizioni al limite della civiltà.

Possiamo seguire il cammino di Marino sul suo profilo Facebook.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.