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Perché un’associazione dovrebbe aprire una pagina Facebook oppure un account su Instagram o Youtube? Lo spiegano bene e in modo semplice Stefano Martello e Pietro Citarella, autori del volume “I social media per il terzo settore. Un nuovo modo di comunicare”  edito dal Cesvot per la collana “I Quaderni”.

Pensato soprattutto per le organizzazioni più piccole, il volume propone una serie di indicazioni utili per capire i fondamenti della comunicazione sui social media, gestire al meglio i propri profili e impostare un corretto piano di comunicazione.

Come spiegano gli autori, il non profit può utilizzare i social network per far crescere propria missioncome strumento per facilitare donazioni e raccolte fondiper coinvolgere in modo sempre più personalizzato i propri pubblici di riferimento “Perché oggi è lì che stanno le persone – sottolineano – e quindi anche i volontari i donatori e tutti coloro che possono e vogliono sostenere gli enti del terzo settore e la loro azione solidale.

Anche se il punto davvero importante per un’associazione, così come per ogni altro ente, non è tanto ‘stare sui social’ ma in che modo starci”. Gli autori sottolineano che la comunicazione digitale non può essere lasciata all’improvvisazione, ma deve essere una scelta ponderata e consapevole, che si inserisce in una strategia di comunicazione integrata e multicanale.

Ecco che allora una parte centrale del Quaderno è dedicata alle peculiarità dei principali social network. In particolare gli autori si soffermano su Facebook, Twitter, Instagram, Youtube e Linkedin.

Un capitolo è dedicato anche a Whatsapp, Telegram, Messenger e all’uso della messaggistica, nuova frontiera della comunicazione digitale.

E poi tre approfondimenti tematici: come difendersi e reagire a fake news e bufale, come usare i social media per il fundraising e come reclutare nuovi volontari in rete. La consultazione del testo è facilitata da una serie di esempi e buone pratiche. Chiudono il volume un agile glossario e una raccolta bibliografica e sitografica.

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