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Brescia. E’ iniziato in questi giorni al tribunale di Brescia il processo per la vicenda dell’allevamento di cani Beagle di Green Hill, quello che gli animalisti hanno sin dall’inizio denominato come allevamento-lager.
Dopo anni di manifestazioni e proteste delle associazioni antivivisezioniste e di tante IMG_7624persone per chiedere la chiusura dell’allevamento, nel luglio 2012 la svolta: la Procura della Repubblica di Brescia ha posto sotto sequestro la struttura e affidato la custodia giudiziaria di tutti i beagle di Green Hill alla LAV e a Legambiente.

2639 cani, tra cui mamme e molti cuccioli, sono stati messi in salvo e affidati a famiglie nel giro di poche settimane: un’operazione complessa, che non ha precedenti per numero di animali “da laboratorio” liberati. Una battaglia giudiziaria clamorosa, per le associazioni e i cittadini che si sono messi in gioco, prima per chiedere la chiusura e poi per adottare i teneri cuccioli o le loro madri.beagle

Non sono mancati i colpi di scena all’inizio del processo, in primis la provocazione dell’avvocato della difesa di Green Hill che nell’udienza del 29 ottobre scorso aveva tracciato un quadro apocalittico delle condizioni dei cani salvati in rapporto a quelle nell’allevamento.

L’intervento ha scatenato le voci di tutti coloro che si sono impegnati nell’adozione dei cani e che tutt’ora si prendono cura delle creature. In realtà per l’avvocato della difesa sarebbe bastata una ricerca su internet dove le varie famiglie si scambiano resoconti di questi anni, in aula così andranno a portare la testimonianza, oltre al Corpo Forestale dello Stato, direttore sanitario dell’ASL, veterinari e le associazioni LAV e Legambiente che hanno provveduto alla procedura di affido degli animali, le famiglie affidatarie.camilla beagle

Popolis ha sin dall’inizio seguito le fasi della vicenda Green Hill, senza perdere una puntata, e anche ora siamo andati a trovare Valentina con la sua Beagle Camilla, avuta in affido e che ora vive felicemente adottata da tutta la famiglia.

Valentina, quando hai iniziato ad interessarti dell’allevamento di Green Hill?
– La nostra avventura con Green Hill parte nel 2011 quando, sfidando gelo, nebbia o sole cocente abbiamo attraversato le strade di Montichiari durante le numerose manifestazioni contro l’allevamento, sognando la liberazione dei cani prigionieri del disinteresse e della disinformazione umana –

Oltre avere partecipato alle manifestazioni, poi ti sei sentita di fare un passo in più: adottare uno dei cuccioli, una scelta che è anche un impegno gravoso perché un cane ha bisogno di cure e di affetto.
– La decisione di adottare Camilla più che una scelta per me è stato il giusto coronamento di una battaglia vinta, nonché una scelta naturale.-camilla 4

Come è stato il primo incontro e come è ora il vostro rapporto, anche dinnanzi alle accuse lanciate dall’avvocato della difesa di Green Hill?
– Quando è arrivata a casa era un cucciolo tutta orecchie ma in pochi giorni ha rivelato la sua vera essenza: una peste testarda, indipendente ed estremamente dolce. E’ indipendente in quanto come ogni cane da caccia ha bisogno di correre all’aria aperta, impazzisce per gli odori e nonostante io la desideri sempre in braccio per le coccole, lei preferisce fiutare piste in ogni cespuglio, albero o filo d’erba del giardino. I beagle sono cani pazienti e docili e Camilla lo dimostra ogni giorno, ma purtroppo è proprio per questa qualità che sono stati scelti per le barbare pratiche chiamate vivisezione o, per renderlo meno eclatante ed alimentare il disinteresse, “sperimentazione animale”. Oggi Camilla è amata e particolarmente viziata, soprattutto dai nonni, d’altronde è la piccola di casa e tutto gira intono a lei! –

Grazie Valentina, Popolis ti augura una lunga amicizia con la tua Camilla.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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