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A cura di Gian Mario Andrico

Esenta di Lonato (Brescia) – Gian Mario Andrico sta realizzando una ricerca approfondita della vita del padre salesiano Antonio Bresciani, per 24 anni in Ecuador.
Popolis seguirà passo passo questa avventura entusiasmante che ha lo scopo di valorizzare un grande uomo della bassa. 


13° Puntata

Gian Mario Andrico ha fatto parte del gruppo che per qualche giorno è stato presente a Quito per il convegno internazionale “Incontro Italia-Spagna-Ecuador. Costruiamo alleanza per sviluppare le finanze locali” che si è tenuto il 24 e il 25 ottobre 2002.

Quito, domenica 20 ottobre 2002, ore 5 del mattino.

Mi sono svegliato improvvisamente con una grande voglia di stare a pensare: muto. Per la mente vagano immagini a ravvivare momenti del lungo viaggio da poche ore concluso; dei volti di chi sta lontano e amo… Mi sforzo d’immaginare ciò che farò e vedrò in questa terra che non conosco; riprovo la piacevole sensazione di quando ho scoperto che il gruppo con il quale condivido questa storia pare armonico nei comportamenti e nell’amalgama. Sento i giorni a venire che mi hanno portato distante come non mai dalla “mia” terra, dall’intimità dell’autunno che là è arrivato, da ciò che conosco e sento profondamente mio…

Gli amici Valerio e Natale dormono ancora ed è confortevole e da gioia saperli con me.
Fuori il nuovo cielo, ancora avvolto nel buio equatoriale, lascia intravedere un rossastro colore, caldo e denso.
C’è silenzio. Solo il canto dei merli, forte e bello come da noi in primavera, riempie l’aria e mi regala il primo respiro di questa terra.
Cosa riserverà invece, tra poco, l’incontro con la gente e l’umanità di questo luogo?

La domanda m’inquieta e stimola nel contempo. Eccomi sulle tracce di don Antonio Bresciani: calpesterò le strade che lui ha percorso, respirerò le atmosfere che il Missionario ha vissuto, vedrò i paesaggi che gli sono entrati nell’iride, nella mente e nel cuore, ma saprò sentirlo vicino, riuscirò a cogliere l’essenza delle sue scelte, dell’opera svolta silenziosa e discreta e proprio per questo difficile da rintracciare? Sarò capace di trovare lo spiraglio utile per ascoltare ciò che ancora qui resta della sua grande anima?

Mi domando se la mia presunta sensibilità sarà all’altezza della ricca Vicenda Umana che inseguo, o se l’essere presuntuosamente venuto sulla geografia di questa Vita che non fa parte del mio vissuto, delle mie vocazioni, non mi procurerà qualche dubbio. Confido però sempre nell’insondabile, nelle grandi e segrete possibilità del pensiero irrazionale che spesso usò il Prete della Bassa in quelle scelte controcorrente che seppe fare, e mi lascerò guidare (perché è la cosa che mi riesce meglio) da ciò che solo apparentemente succede per caso. E´questa la mia unica consolazione e, credo, la sola fragile affinità, che mi lega a don Tone.

Nemmeno in questo però ci sono certezze, non ci sono mai, ma sento che è dentro alla polvere sollevata dai suoi passi che riuscirò ad intravedere il percorso finale da intraprendere per rendergli qualche sublime pensiero, e un briciolo di umana giustizia…

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