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A cura di Gian Mario Andrico

Esenta di Lonato (Brescia) – Gian Mario Andrico sta realizzando una ricerca approfondita della vita del padre salesiano Antonio Bresciani, per 24 anni in Ecuador.
Popolis seguirà passo passo questa avventura entusiasmante che ha lo scopo di valorizzare un grande uomo della bassa. 


23° Puntata

Gian Mario Andrico ha fatto parte del gruppo che per qualche giorno è stato presente a Quito per il convegno internazionale “Incontro Italia-Spagna-Ecuador. Costruiamo alleanza per sviluppare le finanze locali” che si è tenuto il 24 e il 25 ottobre 2002.

Località El Condado, ore 15 di venerdì 25 ottobre 2002.

Si continua ad indagare.
Arrivo in altro luogo, ad ascoltare altre voci.
Il quartiere è esclusivo e difeso da una cinta muraria. Non si tratta della vecchia e nota situazione urbanistica che mirava a proteggere i borghi o le città di medioevale memoria, ma di una nuovissima e necessaria strategia messa a punto nella città e dintorni di Quito.

Giungiamo davanti alla facciata di una lussuosa casa.
Sulla porta alcune guardie armate.
Adriana mi prega di attendere: la Signora che dobbiamo ascoltare (amica carissima di padre Antonio negli ultimi anni della sua vita) è un po’ misteriosa e non è certa che mi voglia ricevere. C’è dietro, pare, un voto, una promessa di silenzio totale…

Adriana ci prova, ce la mette tutta, ci tiene che Teresita Cordero De Toral, ribattezzata Imelda Della Cruz, mi riceva.
Esce due ore dopo: è stanca e piuttosto stralunata.
Parla di: nobiltà spagnola… di una Signora che veste il cilicio… che dorme per terra… che periodicamente ha visioni… Dice di rose profumate, appassite e adeguatamente conservate dentro ad una cappa di vetro, e ogni petalo conserva la sua effigie…

Sento raccontare di misteriose cose: occhi intensi… incontri impossibili… disegni eseguiti da chi disegnare non sa… e di un segreto troppo grande…

Mi pare di vivere dentro ad un pomeriggio non vero, con risvolti incredibili, immagini a metà strada tra la realtà e l’immaginario.
Faccio fatica, molta fatica a rendermi conto… a selezionare e pesare le emozioni… a stare zitto…
Ma c’è un voto, una promessa fatta che deve essere rispettata.

Fuori la sera è irresistibilmente malinconica.
L’acqua cade dal cielo sui selciati lastricati e i sobborghi di Quito si specchiano e raddoppiano quasi a dire che il confine tra realtà e fantasia può essere non sempre chiaro! (23-continua)

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