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In mostra, da remoto. Giovedì 24 febbraio, alle 21, in diretta su Zoom, la visita guidata che Marco Goldin condurrà dalle sale del Centro San Gaetano di Padova dove è allestita la grande mostra “Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne. Capolavori dalla Fondazione Oskar Reinhart”.

Non una visita guidata tradizionale ma un vero e proprio spettacolo da godersi in diretta. Dove il racconto è arricchito da contenuti extra e le immagini, montate da Alessandro Trettenero, vengono proposte in alta definizione.

La visita guidata online, su un tema così particolare, affascinante e nuovo come l’arte in Svizzera e in Germania dalla fine del Settecento all’inizio del Novecento, è pensata per tutti coloro che non abbiano ancora visto la mostra e si vogliano preparare nel miglior modo possibile, ma anche per chi non potrà arrivare a Padova perché troppo lontano e quindi sarà in grado di approfittare di questa occasione unica.

Ma consigliatissima anche per chi la mostra l’abbia già visitata e la voglia ricordare direttamente attraverso le parole di Marco Goldin, nella ricchezza come mai prima del racconto e delle immagini delle opere.

Acquistando il biglietto, si sarà in prima fila, comodamente da casa propria, accanto a Marco Goldin. I 75 quadri esposti nelle otto sale della mostra non avranno più segreti, grazie al racconto del curatore e alle stupefacenti immagini dei particolari.

80 minuti di grande spettacolo e di conoscenza. A conclusione della visita guidata, lo stesso curatore risponderà in diretta alle domande del pubblico.

Sul sito di Linea d’ombra è già possibile acquistare il biglietto per questo evento che potrà essere goduto in diretta ma che, per coloro che acquisteranno il biglietto stesso, resterà on line sino alla mezzanotte di domenica 27 febbraio.

Marco Goldin parla dell’opera di Caspar David Friedrich, “Città al sorgere della luna” (1817, Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart)

Marco Goldin parla dell’opera di Giovanni Segantini, “Paesaggio alpino con donna all’abbeveratoio” (1893 circa, Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart)