L’impegno di Cassa Padana a sostenere lo sviluppo della cooperazione di credito in altri paesi del mondo è iniziato con un viaggio in Ecuador, quasi dieci anni fa. Nel tempo i percorsi si sono ampliati, i progetti moltiplicati, le amicizie cresciute e si è andata delineando, attraverso l’originale formula della mutualità internazionale, quell’attenzione seria e appassionata alle vicende di altri territori, che con il nostro hanno in comune l’impegno di tanti soci nel costruire un futuro più sostenibile e giusto per la propria comunità.
La mutualità internazionale di Cassa Padana si distingue, dunque, perché vuole essere prima di tutto un viaggio attraverso la conoscenza. Nella consapevolezza che l’unica crescita possibile non è fatta di budget e numeri, ma scaturisce, con effetto moltiplicatore, dalla condivisione con gli altri di esperienze e vissuto. Nel 2008 questo cammino ci ha portato ad affrontare i 4000 metri delle Ande del Perù e dell’Ecuador, per scendere dolcemente ai 2000 metri dell’altopiano di Durango, in Messico, fino alle sconfinate pianure di Argentina e Paraguay. A riprova che il credito cooperativo non conosce confini e che le casse rurali rappresentano ovunque il motore attorno al quale costruire lo sviluppo di un paese. Proviamo, con uno sguardo a ritroso, a ripercorrerne le tappe.

L’8 dicembre 2008 nasce a Junin – regione Peruviana a 4200 m di altitudine – alla presenza di 34 soci e di rappresentanti di Cassa Padana e Fenacrep (Federazione delle cooperative di credito peruviane), la Cooperativa di Risparmio e Credito Alto Andina. La prima Presidente eletta è una donna, Clorinda Echevarría, e un’altra donna, María Egoavil, sta muovendo i primi passi da Direttrice. La zona di competenza della nuova cassa comprende le regioni di Junin e Pasco, tra le più povere del paese. In alcuni municipi la percentuale di popolazione senza acqua, luce e servizi sanitari arriva fino al 90% e il tasso di analfabetismo, soprattutto tra le donne, raggiunge punte del 30%. In questo contesto, le sfida per la nuova cassa è credere nel fatto che lo sviluppo della popolazione locale di Junin e Pasco, la sua voglia di riscatto e le sue idee imprenditoriali possano concretizzarsi passando attraverso lo stimolo lungimirante della propria cooperativa. Intanto ad inizio 2009 apriranno in diverse parti del Perù 7 nuove filiali di cooperative di credito già esistenti, a riprova che le risposte che Cassa Padana e Fenacrep volevano dare con il Progetto Pilota hanno gettato basi solide su cui costruire, che permetteranno di estendere il progetto ad altre comunità povere del paese.

Intanto in Messico, nell’altopiano di Durango, un’altra comunità indigena, di etnia Tepehuana, sta cercando al suo interno lo stimolo e le risorse per dare vita alla prima cassa rurale del piccolo, isolato municipio di San Bernardino de Milpillas. Il successo di questa impresa è assicurato da tanti fattori: la grande determinazione della gente di uscire dalla povertà, soprattutto delle donne, madri instancabili; la serietà dell’appoggio statale, convinto della necessità di sostituire la beneficienza con delle strutture locali sostenibili e autogestite; l’appoggio solidale offerto da due casse già operative – Caja Poanas e Caja Hipodromo – che con la loro esperienza possono sostenere dal basso la nascita della fragile cassa Tepehuana. L’impegno, infine, di Cassa Padana, che a più riprese nel corso del 2008 è volata a Durango, con l’obiettivo di affiancare le tre casse citate e il Governo locale nella ricerca della strada più percorribile per far nascere anche in Messico un sistema cooperativo solido e diffuso.

Proprio per rispondere in maniera organica e strutturata a questo tipo di bisogni era stato creato il CIACC (Centro Internazionale di Assistenza al Credito Cooperativo) che grazie alla sede distaccata di Buenos Aires ha potuto seguire da vicino, nel corso del 2008, i primi passi del nascente credito cooperativo Argentino. I bisogni riscontrati, la molteplicità di alleanze intrecciate e la consapevolezza che far nascere un sistema dal nulla richiede il contributo di molte forze, hanno spinto Cassa Padana ad allargare la partecipazione al CIACC ad altre BCC italiane e a Federcasse, affinché diventi uno strumento – unico nel suo genere – di efficace cooperazione di credito a livello internazionale. In Argentina questo modus operandi sta già dando i suoi frutti: dall’apprezzata partecipazione di molti esponenti del credito cooperativo italiano al corso di formazione per i dirigenti delle future casse argentine, alle numerose richieste di collaborazione pervenute alle BCC italiane dai comitati promotori di varie parti del paese.

Nel frattempo, in Paraguay, il neoeletto Presidente della Repubblica – l’ex vescovo cattolico Fernando Lugo – ha visto nel modello proposto da Cassa Padana, in occasione della visita realizzata nel novembre 2008, una possibile soluzione alla povertà della folta comunità paraguayana residente in Argentina. Il credito cooperativo costruisce dal basso le alleanze tra i cittadini di diversi paesi.

Infine, si ritorna da dove eravamo partiti. A fine 2008 erano impegnate in Ecuador 160 BCC italiane, attive sia a livello di pool di finanziamenti, sia singolarmente grazie ai numerosi gemellaggi avviati con le cooperative di credito e le comunità locali. In parallelo, altre iniziative sono state intraprese per dare seguito agli accordi sottoscritti a Quito nel 2001: un progetto di assistenza in campo agricolo con il FEPP a favore dell’incremento della produttività dei campesinos; un progetto per le rimesse degli immigrati, per favorire la canalizzazione dei flussi monetari degli ecuadoriani residenti in Italia; un progetto di assistenza tecnica per la definizione di un nuovo assetto strategico di Codesarrollo e per lo sviluppo di attività formative e di sistemi di controllo interno; un progetto di cooperazione integrale per la formazione di 300 giovani dirigenti delle Casse Rurali ecuadoriane. I risultati raggiunti da Codesarrollo sia a livello finanziario che sociale a discapito della difficile situazione del paese, sono sorprendenti e confermano un fatto che forse in Italia abbiamo dato a lungo per scontato: non è facile fare banca in una situazione complessa e difficile come quella Ecuadoriana, ma è proprio nei momenti di crisi più profonda che il credito cooperativo, in qualsiasi paese, è rimasto in piedi, costituendo spesso l’unico cuscinetto sicuro ad un tracollo altrimenti inevitabile. Anzi, è proprio attraverso le difficoltà che le banche cooperative riscoprono la missione sociale che le ha generate, unico fattore capace di garantirne la competitività nel tempo. Questa è la lezione che i numeri di Codesarrollo lasciano a Cassa Padana per il 2009 e che anche la Cassa Rurale di Bolzano raccoglie, decidendo quest’anno di entrare anche lei nel capitale della banca Ecuadoriana. Una prova di reciproca fiducia.

Intanto in Ecuador stanno organizzando per settembre 2009 il prossimo convegno annuale, che questa volta sarà incentrato sul futuro dell’agricoltura campesina. Un tema che, nelle speranze e nei bisogni, quest’anno ci accomuna tutti. Grazie alla finanza popolare, il cerchio si allarga oltre la finanza. E il viaggio ricomincia da qui.