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L’attenzione della banca verso crediti cooperativi di altri paesi, la curiositá di confrontarsi e cercare insieme soluzioni innovative alle esigenze senza frontiere delle persone, compie un nuovo anno di intensissima attivitá. I giorni, i luoghi, le persone, le lingue hanno continuato ad accumularsi ad un ritmo serrato ed estenuante, costruendo sapientemente una Babele di conoscenze che sará passaporto indispensabile per la mutualitá internazionale degli anni futuri.

Il 2009 é stato punto di arrivo e di nuova partenza per uno dei progetti internazionali storici di Cassa Padana, l’“Organizzazione di nuove cooperative di risparmio e credito (Coopac) e l’apertura di nuovi punti vendita” in Perú. Settembre é stato il momento in cui tirare le somme di questa collaborazione biennale con la Federazione delle Cooperative di Risparmio e Credito del paese, la Fenacrep. E i risultati sono stati ottimi: dopo la nascita a dicembre 2008 e oltre i 4000 metri di altitudine della prima Coopac frutto del progetto, la Alto Andina, sono nate altre tre nuove cooperative, la Rete di Unicas a Lambayeque, la Coopac Perla del Valle Chicama nella regione di La Libertad e la Coopac Progresa a Piura. Tre sono invece le nuove succursali costituite, ad Ancash con Finansol, ad Apurimac con la Cooperativa Los Andes e a Junín con la cooperativa La Florida, ma l’assiduo lavoro di studio e di relazioni svolto nei due anni ha posto le basi per la costituzione e l’apertura in futuro di piú entitá rispetto a quelle di fatto inaugurate durante il biennio 2007-2009.

Il successo del progetto pilota ha dato rinnovata linfa alla volontá di impegnarsi per altri due anni in una nuova fase progettuale che ne conservi le linee guida. Il nuovo progetto che nasce mantiene quindi la vocazione di promuovere i servizi finanziari cooperativi nelle aree rurali del Perú, scelta che si é dimostrata vincente sia per gli alti volumi di risparmi raccolti che per i bassi tassi di morositá dei prestiti.
Rurale é anche il contesto di riferimento del progetto messicano, dove si sono mossi i primi passi per la costituzione della cassa cooperativa di San Bernardino de Milpillas, nella sierra dello stato di Durango. La cassa degli indigeni Tepehuanes nasce come succursale di un’altra cassa interessata dal progetto pilota in Messico, Caja Poanas, con l’obiettivo di rendere la cooperativa autonoma e indipendente appena sará possibile. Nel frattempo, otto casse dello stato, tre ‘solidarias’ e cinque ‘populares’, si sono riunite nell’Associazione di Cooperative di Microfinanza Popolare di Durango.

L’associazione si sta dotando di tutte le strutture di una federazione per esserlo in un futuro prossimo, svolgendone le funzioni tipiche di formazione, consulenza e lobbying presso il governo. Importantissimo primo caso di unione tra casse popolari e solidarie nello stato, questo embrione di federazione rafforzerá ulteriormente il legame tra le casse, le quali stanno giá prendendo a modello l’operato di Caja Poanas con San Bernardino e si stanno concentrando sull’aiuto alla creazione di altre casse piú che sulla propria espansione territoriale, nel pieno rispetto di uno dei piú importanti principi cooperativi, la cooperazione tra cooperative.

Le esperienze dei progetti peruviano e messicano hanno poi varcato le frontiere nazionali e si sono aperte al confronto sudamericano sul tema della relazione fra finanza popolare e agricoltura familiare durante il settimo incontro Ecuador-Italia, sulla costa ecuadoriana. Durante il convegno sono state ribadite alcune delle convinzioni che anni di mutualitá internazionale in Ecuador avevano giá fatto emergere e cioé che la finanza popolare costruisce grandi opere con operazioni piccole, fa grandi perché include. Arricchite di nuovi strumenti sono invece le modalitá con cui combattere il fare escludente della macro-finanza, che passano anche per la deconcentrazione dell’offerta finanziaria dalle cittá verso i contesti rurali, per essere veri operatori di sviluppo.

Anche in Argentina la lunga semina di anni di collaborazione con il Banco Central de la República Argentina (BCRA) e con le altre istituzioni nazionali attive nel cooperativismo sta iniziando a dare i propri frutti. Il 2009 é stato l’anno in cui si é concluso il primo corso di alta formazione per dirigenti di casse di credito cooperativo tanto a Buenos Aires come a Córdoba. Anche grazie a questo corso, i comitati promotori hanno iniziato a formarsi a ritmi serrati e sono state presentate al BCRA le prime sei richieste per la costituzione delle giunte in casse di credito nelle province di Misiones, Entre Ríos, Mendoza, Buenos Aires.
Formate le persone e le strutture, ci sono quindi tutti gli ingredienti perché le casse possano nascere. Manca solamente il “sí, quiero” della Banca Centrale.

Parallelamente, il Centro Internazionale di Assistenza al Credito Cooperativo, costituito per avere un valido supporto operativo nella gestione del progetto, ha allargato la propria base sociale ad altre BCC e federazioni, per mettere a disposizione delle future casse argentine l’esperienza centenaria di tutto il movimento italiano e moltiplicare cosí le possibilitá di successo di questo arduo tentativo di rinascita della cooperazione di credito.

Il 2009 é stato anche l’anno dei cambi di rotta: la mutualitá internazionale di Cassa Padana ha fatto tesoro dell’esperienza centro e sudamericana per approdare con il proprio bagaglio alle porte del medioriente. Ed é proprio la Palestina il nuovo campo di semina, la terra verso la quale Cassa Padana ha deciso di dirigersi per allargare gli orizzonti e le competenze della propria mutualitá internazionale. Le esigenze di inclusione finaziaria e di sviluppo sono le stesse dei tanti contesti latini calpestati, ma il terreno é reso ancora piú impervio perché la lingua, la cultura, le tradizioni, il fardello degli avvenimenti storici, delle guerre e dei genocidi rendono questa terra ancora piú unica di quanto non lo sia sempre stata, vista la predilezione divina. Inutile sottolineare che gli obiettivi che Cassa Padana si pone sono sempre piú spesso titanici. Inutile ribadire che la banca accetta questa sfida con rinnovato entusiasmo, certa dei propri limiti ma sicura che questa esperienza sia l’occasione giusta per impegnarsi a superarli.

É una vera rivoluzione copernicana questo volgere gli occhi ad Est, abbracciando con lo sguardo un nuovo continente. Convinti che il confronto con la diversitá servirá piú a noi, per mettere in prospettiva la nostra esperienza e la realtá che ci circonda, e darle una nuova chiave di lettura.
Mettiamo un piede ad Est anche per capire meglio l’Est che ci viene in casa.
Ci dirigiamo verso altre latitudini, guidati da nuovi meridiani, convinti che nuove distanze ci riavvicineranno.

Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.