Il progetto Microfinanza campesina in Ecuador compie 10 anni.

I numeri di questa iniziativa che ha inciso profondamente sull’ambiente rurale e marginale delle città dell’Ecuador (oltre 27 milioni di dollari di finanziamenti fatti, 2 milioni di erogazioni a fondo perduto, 13 reti provinciali di casse rurali in 18 provincie dell’Ecuador con oltre 370 aderenti) non esprimono a fondo il valore del progetto.

Come Cassa Padana abbiamo certamente dato molto, sia in termini di risorse, assistenza tecnica e organizzativa, ma abbiamo anche ricevuto molto.

La relazione con il Gruppo Social Fepp ha permesso a Cassa Padana di maturare in questi anni – e conseguentemente attuare con comportamenti concreti e soluzioni organizzative – una visione di banca locale che promuove uno sviluppo integrale della comunità locale in cui opera, non semplicemente economico, ma a 360 gradi, cioè volto alla promozione degli aspetti sociali, culturali e spirituali, che fanno la vera qualità della vita.

Nel corso del 2010 Cassa Padana, che è socio di Codesarrollo con circa 500.000 dollari americani (è il secondo maggior socio della banca) ha sostenuto con due finanziamenti la costruzione della nuova sede del Gruppo Social Fepp a Guaranda (460.000 dollari americani) e l’avvio dell’ospedale di Quito, voluto dallo scomparso Padre Carollo (300.000 dollari americani).
La Cassa ha poi partecipato a ottobre all’annuale convegno in Ecuador che fa il punto sull’andamento del progetto.

“Divided we are weak”, divisi siamo deboli, diceva Kwame Nkrumah. Il leader ghanese, che portò il paese all’indipendenza dalla colonia, spronava in questo modo gli africani ad unirsi per trovare una soluzione al paradosso della loro povertà in un continente ricchissimo di risorse. Questa frase riassume bene la finalità delle attività di stimolo e animazione con cui Cassa Padana si muove nei vari progetti di mutualità internazionale in cui è impegnata.

In Argentina, il Centro Internazionale di Assistenza al Credito Cooperativo ha proseguito la sua attività a compagine sociale allargata e a giugno si è svolta la prima missione del nuovo Consiglio di Amministrazione, espressione del movimento.

I risultati della missione sono stati incoraggianti. Di fatto, il Banco Central de la República Argentina (BCRA) si mostra molto cauto a concedere l’autorizzazione ai comitati promotori: le prime casse nate devono essere impeccabili, esempio per quelle che verranno, quindi la Banca Centrale deve concedersi il tempo per un’analisi approfondita. Ciononostante, il 10 settembre la giunta promotrice della Cassa di Credito Cooperativa del Sureste ha presentato la sua richiesta, facendo salire a sette le autorizzazioni al vaglio del BCRA. Questa ennesima domanda ha coronato oltre due anni di lavoro in cui le comunità di Necochea e di Tres Arroyos hanno continuato a promuovere la cooperazione di credito nel sud-est della provincia di Buenos Aires, lì dove la cassa che c’era in passato è ancora viva nella memoria della gente. A testimonianza del fatto che l’idea di far rinascere il movimento ferve nelle aree interne del paese, dove l’esigenza è sicuramente più sentita. Inoltre, tre delle giunte che furono tra le prime a presentare la documentazione necessaria, hanno superato la fase tecnica di analisi, pronte per il rush finale. Tra queste la giunta promotrice della cassa di credito cooperativa Mendosur Ltda, del sud della provincia di Mendoza, con cui Cassa Padana coltiva un’amicizia lunga anni con l’impegno morale di fornire assistenza tecnica, se richiesta, quando l’autorizzazione sarà concessa.

Non solo il progetto in Argentina è ormai pronto a raccogliere i frutti di un lungo lavoro di tessitura durato anni. Anche in Perù il secondo progetto biennale con la Fenacrep, la Federazione nazionale delle cooperative di risparmio e credito, sta vivendo di rendita del lavoro del progetto pilota. Infatti, i programmi di microfinanza del Foncodes, il fondo di cooperazione statale per lo sviluppo sociale, chiamati RED Rurales, cioè Grappoli Strategici di Sviluppo Rurale, si stanno finalmente trasformando in cooperative di risparmio e credito (coopac). Il primo focolaio di cambiamento è la coopac La Progresiva, si trova a Tarapoto, provincia di San Martín, e nasce il 6 dicembre dalla fusione in un unico progetto cooperativo dei RED di Lamas e Chazuta. Ma altri 8 dei 15 RED, prevalentemente nella regioni di Puno, Lambayeque, Cuzco, Lima e Amazonas, sono ormai decisi ad adottare la formula cooperativa, chi ancora in fase di organizzazione dell’assemblea di fondazione, chi ormai con il fondo finanziario del RED trasferito alla nuova istituzione e a un passo dall’inizio dell’operatività. Il progetto peruviano è quindi in grande fermento per la nascita di molte cooperative di risparmio e credito ma il lavoro svolto non si limita a questo. Le coopac già conosciute o nate durante la sperimentazione pilota del 2007/2009 hanno iniziato a fare rete tra di loro: a novembre infatti Abancay è stata teatro del primo scambio di esperienze nella finanza cooperativa. Questa condivisione delle migliori pratiche di finanza rurale che le nostre coopac hanno saputo interpretare verrà raccolta in un documento di sintesi, una sorta di vademecum con esempi di successo che testimonino l’effettiva sostenibilità della finanza rurale in Perù, vero risultato degno di nota del progetto.

Sugli atri due fronti latino-americani, in Messico, la succursale di Cassa Poanas nella comunità degli indigeni Tepehuanes di San Bernardino de Milpillas sta terminando di raccogliere le quote associative dei 150 fortunati che potranno capitalizzarla anche grazie al sostegno del governo dello Stato di Durango e di Cassa Padana. In Paraguay, invece, una decina delle cooperative di piccole e medie dimensioni del paese, sopravvissute in alcuni casi a decenni di dittatura feroce e al fallimento delle banche dove avevano depositato il proprio patrimonio, si sta attrezzando per creare una federazione, perché quelle esistenti hanno costi associativi troppo elevati ed hanno a cuore solo le sorti delle cooperative più grandi.

“Where there’s a will, there’s a way”. Dove c’è una volontà, c’è un modo, diceva Nkrumah. La volontà di tracciare un cammino verso il credito cooperativo in Palestina è nata un anno fa e quest’anno è servito a trovare il modo di conciliare idee e sentimenti a volte contrapposti, che si traducono in contributi in egual modo necessari per un progetto così ambizioso.

“Forward ever, backward never”, sempre avanti, mai indietro. Nkrumah rivive nelle parole della figlia Samia, che a dicembre ha invitato Cassa Padana a conoscere il Ghana e un frammento del suo sistema finanziario.

Parte subito una prima scommessa di questo progetto: fare in modo che le sue parole rivivano attraverso la pubblicazione in italiano del suo libro più noto, “Africa must unite”, perché, come insegna un proverbio africano, “se non sai da dove vieni, non sai nemmeno dove stai andando”.