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Cosa hanno in comune, Gianni Rodari ed Antonio Gramsci? Entrambi hanno a riferimento quella realtà scolastica bresciana che corrisponde all’Istituto Comprensivo di Roncadelle, nell’hinterland del capoluogo cittadino.

Alle porte di Brescia, la tradizione scolastica di questo paese si esprime, da tempo, nella dedicazione a Gianni Rodari delle “scuole elementari” e con l’intitolazione, invece, ad Antonio Gramsci, di quelle “medie”, attraverso la focalizzazione congiunta dei due esponenti di primo piano della società civile, ricordati nel loro rispettivo impegno sociale, interpretato nella cura verso la dignità umana, per il tramite dell’esempio adottato a metodo traslato da testimonianze ritenute esemplari, esorbitanti dal mero ambito caratteristico di un dato e praticato scibile.

Lungo la stessa via dove gli emblemi ovoidali della Repubblica Italiana segnano il posizionamento degli accessi alla scuola primaria ed a quella secondaria, si sviluppa un murales che fonde insieme la titolarità dell’una e dell’altra specificità scolastica, in un contributo espressivo di mediazione fra le due figure, prese emblematicamente in considerazione.

Non solo l’incontro, in una scritta cubitale, voluta in comprensibile sovrapposizione fra Rodari e Gramsci, nella gigantografia di un’esplicita evocazione di aspetti identitari, ma anche il proporsi, in loco, di una frase virgolettata che dà voce ad un pensiero sia del noto scrittore che del non meno famoso politico d’un tempo, su quella formula intellettuale che offre sostanza di riferimento ad uno spunto di riflessione all’altezza di ogni momento.

Caratteristico nella forza, in lui mai banale, della rima baciata, emergente nell’assonante cadenza di un efficace pronunciamento, la figura di Gianni Rodari trova pubblicamente sottoscritto il versificare incluso nel murales che ne ha contemperato un segno di tutta una produzione personale, nel presentare alla pubblica attenzione il messaggio che “In cuore abbiamo/ tutti un cavalier/ pieno di coraggio/ pronto a rimettersi/ sempre in viaggio”.

Nelle viscere di un’impostazione, in altro modo, concettuale, compromessa con la vocazione ad un corrispondente ruolo istituzionale, l’interazione con la codifica di una visione da associare ad una prospettiva di condivisione, promossa nel significato attribuitovi, secondo una propria stima valoriale, appare, analogamente, proposta in strada a firma di Antonio Gramsci, a cui è attribuito il monito di “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo”.

Detto fatto, tanto per stare in tema, dall’esortazione scritta, un suo effetto già di esprime idealmente nell’opera stemperata sulla base in muratura, per il tramite del testualmente esplicitato “Yellow fat crew”, con il prodursi, in una briosa grafia, di quei tanti nomi di battesimo che, qualche metro più in là, paiono acquisire, almeno, una paternità linguistica con l’uso dell’aver contornato la rappresentazione di un albero frondoso, attorno alla sua verde chioma decisa, con la dizione della parola “ciao”, espressa in vari idiomi, ormai in uso nelle comunità autoctone ed alloctone, nel bresciano, producendosi in una vivace pluralità, percepibile anche per dare un informale estro giovanile al messaggio di incontro vicendevole su cui si intendeva convenire.

Un effetto rafforzato anche nella dinamicità prospettica, manifestata nella rappresentazione figurativa di un matitone che si torce, grazie all’ideazione contigua di una intraprendente fantasmagoria incombente, quasi come un serpente in movimento, inteso nel prodursi in uscita dal piano visivo dell’opera stessa, unitamente all’accostamento, in una sua ansa, di un materiale, invece, inerte, come un mattone, in un modo concomitante, raffigurato nella sua classica proporzione corrispondente.

In questa associazione, fra lo statico ed il divenire, sembra profilarsi l’iniziativa formativa che il locale istituto comprensivo scolastico, per altro formato anche dalla scuola d’infanzia dedicata alla religiosa Sironi, lancia in quel tardo inverno che il 2021 ha da assolvere nelle giornate ormai attraversate da quella maggior luce che le associa all’imminenza della primavera incipiente, essendo che, con il titolo programmatico di L’apprendimento al tempo del Coronavirus, tale proposta, secondo locandina divulgativa, è calendarizzata dal 18 febbraio al 25 marzo.

Destinatari sono docenti e genitori, con l’apporto della professionalità propria di Doriana Galderisi, psicologa, esperta in psicologia scolastica e dell’apprendimento, e di Francesco Zambelli, “Communication Specialist”.

Manifestazione, con il patrocinio del Comune di Roncadelle, presentata nella formula di partecipazione a distanza grazie ad un’apposita piattaforma di contatto, esercitabile nei vari incontri che, per i docenti, sono programmati, ciascuno dalle ore 17 alle ore 18, cominciando il 18 febbraio, mediante la trattazione del tema “Distance Learning e Frontal Learning a confronto: aspetti psicologici, punti di forza e criticità”; il 25 febbraio, pure giovedì, ispirandosi al “Come insegno meglio in DAD? Strategie metacognitive di insegnamento a distanza: la tecnica of kangarooed il flipped learning”; mentre il 4 marzo, l’appuntamento è annunciato nel confronto con il “My training for DAD: alcuni esempi pratici di insegnamento, apprendimento in DAD”.

Rivolgendosi ai genitori, senza per questo inteder escludere alcuno, al 4 di marzo, l’iniziativa coniuga l’argomento sotteso all’intitolazione dell’incontro, annunciato dalle ore 18.30 alle ore 19.30, quale fascia oraria anche per i due restanti appuntamenti a seguire, espresso nei termini di “Mamma mi fuma il cervello! Effetti psicologici del coronavirus su bambini e preadolescenti. Consigli antipaura”.

Il 18 marzo, occupa la centralità dell’invito ad una riflessione, il vagheggiare, secondo una interessante impronta di specificazione, il tema, presentandolo con “Io speriamo che me la cavo. Genitori e figli in casa al tempo del Coronavirus, alle prese con la scuola. Parola d’ordine: riorganizzarsi!”.

Fra quelli indicati nella rosa di eventi inclusi nella locandina diffusa per l’iniziativa, questa proposta formativa ha, poi, nella giornata d’interesse successiva, la traccia aggiuntiva per far convergere, il 25 marzo, attenzione all’argomento: “Ciak si gira! La scuola al tempo del Coronavirus per non affogare fra chat, app e compiti”.