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Dopo le coccinelle “arlecchino” arrivate dall’Asia, che negli scorsi anni hanno “arrossato” finestre, zanzariere, porte e altri anfratti di casa, quest’anno dalla Cina sono arrivate le cimici.

Nome scientifico: cimice marmorata asiatica o Halyomorpha halys. L’insetto abituato ai climi miti del sud Asia si è ritrovato come a casa con le temperature miti di questo autunno, ha deposto uova a grande quantità (300-400 per ogni covata) invadendo, in compagnia delle coccinelle, case, autovetture, panni stesi e via dicendo. Bruttine e puzzolenti, a differenza delle colorate coccinelle utili a liberare le piante dagli afidi, le cimici asiatiche sono anche un danno per l’agricoltura.cimice

Un danno che ha indotto la Coldiretti a lanciare un vero e proprio allarme per i cittadini barricati con porte e finestre chiuse e coltivazioni distrutte. Secondo la Coldiretti i danni provocati da questi insetti insaziabili sono enormi, distruggono coltivazioni di pere, mele, kiwi, uva ma anche coltivazioni di soia e mais. Particolarmente pericolosa per l’agricoltura, la cimice cinese, prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta.

L’autunno tiepido che ci accompagna ha di fatto favorito le covate di questo esemplare che non ha antagonisti e nemici naturali nelle nostre campagne. Questo, precisa la Coldiretti, rende molto difficile la lotta all’insetto che da adulto è in grado di volare per lunghe distanze alla ricerca del cibo e sverna come adulto in edifici o in cassette e anfratti riparati per poi raggiungere in primavera le piante per alimentarsi, accoppiarsi e deporre le uova.cimici

Impossibile importare insetti antagonisti dalla Cina per motivi sanitari e per non rischiare altre invasioni aliene. Se le cimici provocano vere stragi delle coltivazioni, per l’uomo, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è quello di restare vittima del cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati.

Tutta colpa dei cambiamenti climatici? Quelli che sono colpa dell’uomo e del suo stile forsennato di vita?
Sembra l’unica risposta.

Sta di fatto che negli ultimi anni le “invasioni aliene” di insetti hanno colpito duro sulla nostra agricoltura. Basta ricordare le lotte ancora in corso con la Xylella fastidiosa che sta facendo strage di ulivi nel Salento è proveniente dal Costa Rica. Le castagne colpite dalla cinipide galligeno del castagno, sempre made in Cina.

E se non basta la lotta contro il punteruolo rosso, che ha fatto strage di decine di migliaia di palme, non è finita. Come del resto il moscerino killer, difficile da sconfiggere, che ha attaccato ciliegie, mirtilli e uva soprattutto in Veneto.

Insomma non c’è pace. Per noi in questo caldo autunno, oltre alla scarsità di castagne da mettere sul fuoco, dobbiamo stare attenti a non calpestare le cimici arrivate dalla Cina con “odore” nauseabondo!

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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