Quattro anni fa, al momento della prima scossa di terremoto che colpì l’Emilia nel mese di maggio, Davide Gaddi, 45enne di Mirandola, era appena diventato zio per la seconda volta.

“Mi sono spaventato di più 10 giorni dopo, con l’altra grande scossa, quando ero al lavoro a sei metri di altezza”, ricorda Davide, che oggi è spedizioniere in un salumificio. “Quando poi ci fu il terremoto in Nepal, l’anno scorso, mi trovavo in bicicletta tra le Marche e l’Emilia. Per tutto il giorno il mio pensiero è andato a loro, perché sapevo cosa stavano provando. E quel giorno ho deciso che prima o poi avrei fatto qualcosa”.

Così, a un anno di distanza dal sisma del Nepal, il 30 aprile Davide è partito per “Catena Namaste”: un viaggio di 2000 km con 20mila metri di dislivello, in solitaria, scalando le Alpi da est a ovest e ritornando infine in Emilia.

Lo scopo è raccogliere fondi per la formazione di ingegneri e geologi nepalesi e per la ristrutturazione antisismica dell’orfanotrofio di Lalitpur, a sud di Katmandu. A promuovere il progetto è l’Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas), con il supporto tecnico dell’Istituto di oceanografia e di geofisica sperimentale e della Rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica.

“Andrò a calpestare con le mie ruote alcune regioni d’Italia, tra quelle che più ci hanno aiutato in occasione del nostro terremoto, incontrando associazioni e cittadini che si sono attivati per noi quattro anni fa”, racconta Gaddi, “vorrei ringraziare queste persone, ma anche sensibilizzarle su un altro territorio che oggi ha molto bisogno di aiuto. Noi emiliani ci siamo rialzati, ci stiamo ancora rialzando, anche se più lentamente di quanto avremmo voluto”.

“Siamo persone attive, vorremmo tutto e subito”, aggiunge Davide, che però per il suo progetto ha scelto la lentezza della bicicletta, una passione nata relativamente di recente, e consolidata nel 2015 con un lungo viaggio, da Palermo a Trieste, facendo tappa tra cittadini e associazioni impegnati nel campo della disabilità.

Ogni giorno, sui pedali, Davide sarà solo. La sera invece sarà in compagnia dei volontari delle pubbliche assistenze aderenti ad Anpas, le cui sedi sparse per l’Italia settentrionale gli offriranno ospitalità per dormire.

La prima pedalata è stata proprio dalla sede locale della Croce Blu, nel giorno dell’inaugurazione dei nuovi spazi ricostruiti dopo il sisma. L’itinerario toccherà le città di Adria, Trieste, Moggio Udinese, Erto, Arabba, Bolzano, Pellizzano, Sondrio, Como, Biella, Aosta, Torino, Vinovo, Robilante, Genova, Sarzana, Stazzema, Firenze e Fanano, per poi ritornare, dopo circa un mese, a Mirandola.

Ed è stato proprio il Comune di Mirandola il primo grande donatore di “Catena Namaste”, con un contributo di oltre 2000 euro. Il viaggio sarà raccontato in diretta sul blog  (che contiene anche tutti i riferimenti per chi volesse effettuare donazioni).

Davide Gaddi viaggia con un bagaglio ridotto al minimo, e tre portafortuna: un laccetto colorato attorno alla bicicletta, un piccolo Buddha al collo e un tatuaggio che ricorda il suo cane. “Il mio sogno – conclude – è andare di persona in Nepal il prossimo anno, a vedere quello che avremo contribuito a realizzare. Perché il viaggio lo faccio per i bambini, ma un po’ anche per me stesso”.