Tra i fiori, appare Beatrice, vestita di verde, bianco e rosso, quali sezioni corrispondenti, nell’intenzione dell’autore, alla tripartizione delle tre virtù teologali che, per la scelta cromatica usata, non possono, su altro versante, non fare venire, invece, in mente il noto tricolore.

Curiosità spiccia che consente, in un certo modo, il curioso profilarsi delle campiture tipiche della bandiera italiana, presenti tra le rime della “Divina Commedia”, nel modo in cui questa cospicua opera letteraria, propria di uno spessore di inesauribile fonte di studi, le avevano, in un certo senso, preconizzate, assegnandole, nell’orbita di altre interpretazioni, alla famosa figura femminile che era cara all’ispirazione dell’Alighieri.

Tale particolarità, insieme a tante altre, balza all’occhio anche attraverso la rapida consultazione di un volume, sviluppato per immagini sintetiche e per commenti brevi, tutto quanto dedicato, nelle sue poco più di duecentoquaranta pagine, all’antico e robusto scritto emblematicamente aperto al trascendente, nella lettura storica di una contemporaneità fattibile di rinnovarsi nel tempo, pure per una serie di sue umane corrispondenze di prossimità.

Predeterminato nei suoi effetti e nella sua sostanza, il libro “Dante per chi ha fretta” rispetta l’indicazione racchiusa nel suo stesso titolo di copertina.

La promessa di una efficacia di contenuti da corrispondere in una agevole immediatezza comunicativa è mantenuta senza andare a ricorrere a versioni editoriali tascabili ed evitando pure corpose compressioni esplicative della nota opera monumentale, considerata tra le più famose del “sommo poeta”.

L’abbinamento, in quest’iniziativa divulgativa, è fra il disegno ed una mirata narrazione, omogeneamente effusa in una briosa grafica figurativa, sviluppata a margine di ogni rispettiva didascalia, quale veritiero e dotto commento correlato alla proposta dei vari disegni che sono proporzionati ai differenti versi della “Divina Commedia”, in una propria diretta pertinenza comunicativa.

Per la “Salani Editore”, è disponibile questa versione in stampa italiana del libro che è stato ispirato, su una scelta, a suo tempo, rivolta ad un altro autore, nel merito della originaria pubblicazione svedese, frutto di un’idea di Henrik Lange e Peter Stjernstrom.

Nel caso di Dante Alighieri, il volume prende corpo da un’analoga applicazione al di fuori del Belpaese, attraverso la traduzione dei testi di Alessandro Storti, recando la paternità del volume a Henrik e Katarina Lange, nell’edizione che ne reca la sinergia funzionale alla manifestazione narrante di un ciclo di disegni in grado di reggere l’essenzialità di una esposizione concettualmente compatibile con la portata di quella notevole opera letteraria sulla quale l’intera gamma di queste rappresentazioni grafiche riscontra un ruolo fondante.

Uniforme nel tratto rivelatore tipico dell’affabulazione espressiva del racconto per immagini, questa pubblicazione accompagna il lettore in una complessiva successione di passi progressivi, indirizzati nello svelamento grafico delle parti ermetiche della letteratura in questione, procedendo fra “Inferno”, “Purgatorio” e “Paradiso”, nell’indugiare in una acutezza caricaturale sempre comunque rispettosa dell’accreditato taglio stilistico dell’opera stessa, in modo da renderla alla portata di una sommaria, ma significativa, ricognizione dei maggiori particolari che risultano tradizionalmente caratteristici alla sua stessa esposizione.

Nulla di estraneo a quanto i conoscitori della “Divina Commedia” hanno già a loro raffinata dimestichezza e che, quindi, non va ad aggiungere, naturalmente, altro ed in più, al sapere di coloro che possono accompagnare, nella padronanza dell’opera medesima, certi molteplici particolari alla consapevolezza delle peculiarità di tale formidabile peregrinazione dantesca nell’aldilà, ma, trattasi, piuttosto di un diverso interessante registro esplicativo dei medesimi affreschi, come sono stati usati in tale buona e solenne patria letteratura, che può essere a buon diritto riconosciuto anche nell’encomiabile sforzo di attualizzarla all’eco dei tempi odierni.

La sfida raccolta è stata, infatti, quella di considerare l’incalzante frenesia di un ormai comunemente riconosciuto e diffuso procedere di fretta, stante le esponenziali sollecitazioni attuali delle altrettanto numerose opportunità che pare si vadano ad assommare fra loro, per cercare di offrire uno spiraglio anche alla lettura più impegnata, ovvero a quella che richiede un supplemento di attenzione e di analisi, nell’approfondimento implicito alla caratteristica via stilistica e contenutistica con la quale la stessa era stata, nel versificare di secoli lontani, poeticamente affinata e concettualizzata.