Ferrara. Il primo week end del 2020 della Collezione Autunno-Inverno dell’Associazione Ferrara Off è dedicato alla danza e all’arte. Due gli appuntamenti in programma tra una giornata dedicata alla danza e una immersione nell’arte per comprendere l’arte contemporanea.

Si inizia sabato 11 gennaio con la doppia replica straordinaria, pomeriggio e sera va in scena Pre-Assenza’, uno spettacolo nato negli spazi di Ferrara Off, che prosegue la ricerca del gruppo Dance Off. La performance, ideata da Giacomo Sacenti, vede in scena Elisa Mucchi, Laura Ulisse e un corposo numero di allievi della Scuola di Teatro Galante Garrone di Bologna.

Prosegue il percorso di ricerca del gruppo Dance Off, con una performance coreografica che indaga ciò che non può essere visto ma solo sentito. Un sentire profondo che ci porta alle nostre origini indietro nel tempo, arricchito dalle esperienze, fortificato dalle passioni; qualcosa che incontra il nostro corpo e la nostra mente nello stesso momento che li mette in relazione; qualcosa che racchiude insieme il passato, il presente e il futuro.
Come si fa ad accorgersi di questo? Cosa succede se lo guardiamo con il corpo e lo muoviamo con la mente?

La coreografia indaga ciò che non può essere visto ma solo sentito. Un sentire profondo che ci porta alle nostre origini indietro nel tempo, arricchito dalle esperienze, fortificato dalle passioni; qualcosa che incontra il nostro corpo e la nostra mente nello stesso momento che li mette in relazione; qualcosa che racchiude insieme il passato, il presente e il futuro.

Domenica, alle 17.30 torna Giacomo Cossio con l’appuntamento di ‘Spiegare l’arte contemporanea’ dedicato a Francis Bacon, con il patrocinio di Ferrara Arte. Come mai l’arte è diventata cosa di pochi, concetto e non più manufatto? Perché molti eventi che appartengono alla sfera della modernità  hanno bisogno di un interprete, di una guida che ci aiuti, che ci salvi dallo sgomento e dalla incomprensione? Cosa sono diventati i musei d’arte contemporanea agli occhi delle persone che ogni giorno vivono una dimensione quotidiana e ‘reale’? Sembra che l’essere umano abbia perso la fiducia di poter essere rappresentato da un linguaggio come quello artistico, delegando al mercato e agli esperti il compito di gestire il patrimonio creativo del proprio tempo.

L’intento di queste lezioni è di smascherare l’incantesimo che ci vuole incoscienti e distratti di fronte all’energia vitale che ovunque e comunque, nasce e trasfigura l’apparente e monocromatica realtà.

Irlandese, classe 1909, Bacon è sicuramente uno dei più grandi pittori del ’900. Negli anni della seconda guerra mondiale, pone la questione della rappresentazione figurativa e pittorica del mondo; lo fa chiudendosi in un minuscolo e disordinatissimo studio con tele e colori a olio nel cuore di Londra. Il risultato sarà una ‘scossa elettrica’ al mondo dell’arte, un urto violentissimo: l’uomo e il suo ambiente non sono più rappresentabili se non attraverso immagini spappolate e scisse. Anche le importanti e rivoluzionarie decostruzioni cubiste di Picasso impallidiscono al confronto.