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Il 12 aprile si celebra la Giornata Internazionale dei Bambini di Strada, fu lanciata nel 2011 dal Consortium for Street Children. Con l’obbiettivo di dare voce ai milioni di bambini di strada presenti a livello globale in modo che i loro diritti non vengano ignorati. Partita in sordina la Giornata oggi viene condivisa da oltre 130 paesi del mondo, ma la strada da percorrere è ancora lunga, in quanto il riconoscimento ufficiale delle Nazioni Unite è fondamentale affinché i Governi degli Stati membri possano adottare delle misure specifiche a favore di questi bambini.

Secondo Terre des Hommes i bambini di strada nel mondo potrebbero essere tra i 100 ed i 150 milioni ed è verosimile che  il loro numero sia in aumento, per la crescita della popolazione globale e dell’urbanizzazione.

Potrebbero, perché se i bambini di strada sono tra quelli fisicamente più visibili, dato che trascorrono gran parte del loro tempo in strada, sono per assurdo anche tra i più invisibili, sfuggono alle statistiche, ai censimenti, alle istituzioni, sono esclusi da programmi e politiche statali.

La maggior parte delle indagini volte a quantificare le dimensioni globali del fenomeno sono dunque stime, valutazioni approssimative, rese ancor più complesse dall’inesistenza di un consenso internazionale circa la definizione di bambino di strada. La definizione più comunemente utilizzata (Unicef) considera street children i minori per i quali la strada rappresenta la casa e/o la principale fonte di sostentamento e che non sono adeguatamente protetti o sorvegliati.

Il concetto comprende i bambini sulla strada (street-working children), che vivono della strada e la sera rientrano a casa, e i bambini di strada (street-living children), che invece non hanno una famiglia o una casa a cui fare ritorno. Una definizione più recente e maggiormente comprensiva, adottata anche dal Consortium for Street Children, considera bambini di strada quelli per cui la strada costituisce il punto di riferimento ed ha un ruolo centrale nelle loro vite.

Sempre a quanto riporta Terre des Hommes quello dei bambini di strada è un fenomeno prevalentemente urbano, caratteristico delle grandi città dei Paesi in via di sviluppo ma sempre più rilevante anche nelle periferie e nei centri urbani del mondo industrializzato, a causa soprattutto dei processi migratori.

Povertà estrema, disgregazione familiare, violenza ed abusi sono di norma denominatore comune a tutte le situazioni di allontanamento dei minori che, alla fine, finiscono in strada. Fattori aggravati da accadimenti regionali : guerre civili e pandemia AIDS (Africa), politiche sociali inadeguate e profonde ineguaglianze nella distribuzione del reddito (America Latina), urbanizzazione incontrollata, degrado sociale, crisi economiche e svalutazioni monetarie (Asia), transizioni politiche precarie/incerte e deterioramento delle condizioni di vita (Europa dell’Est).

Come altre categorie svantaggiate di minori, i bambini di strada sono vittime, private dei loro diritti fondamentali, primi fra i quali il diritto alla protezione, all’accesso ai servizi essenziali di assistenza sociale e sanitaria, all’istruzione, alle cure della famiglia.

Spesso sono i genitori a mandare i bambini in strada a lavorare, perché possano contribuire al reddito familiare. In altri casi la strada diventa unico rifugio per i bambini che vengono rifiutati, abbandonati dalle famiglie e di quelli che scappano di casa, in cerca di migliori prospettive di vita o in fuga da una vita di violenza e maltrattamenti. Altri bambini che in molte aree del mondo non hanno alternative rispetto alla vita di strada sono gli orfani, i profughi e i rifugiati, i disabili abbandonati. In strada i bambini anche piccoli, piccolissimi, sono costretti a vivere di espedienti : mendicano, lavorano saltuariamente come lustrascarpe, parcheggiatori, venditori di cianfrusaglie, rubano, frugano nelle immondizie per poi venderne il ricavato, si prostituiscono.

Terre des Hommes Italia promuove più progetti a favore di bambini che vivono in contesti di altissima vulnerabilità, in strada o nelle baraccopoli delle città. Tra le iniziative di Terre des Hommes Italia a favore dei bambini in contesto di strada, alto è l’impegno in attività di sensibilizzazione e promozione della consapevolezza dell’opinione pubblica.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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