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Brescia. Il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia in collaborazione con l’Associazione Culturale Ponti x l’Arte presenta la mostra dedicata al fotografo David McEnery (1936-2002). L’arte della fotografia è davvero irresistibile, quando si traduce in un’umoristica “mise-en-scène”. In ostra sino al 30 settembre presso il museo in Contrada del Carmone 2F.

L’intrigante leggerezza delle immagini in bianco e nero e a colori di David McEnery definito “il fotografo più divertente al mondo”, è un misto di “slapstick comedy” e di “sense of humour” tipicamente britannico.
Ogni singolo scatto, meditato, ragionato, oppure colto al volo, ma sempre e comunquemc-enery_salvagente con la luce giusta, è un colpo di fulmine dal fascino neorealista, una “gag” esplosiva, una scivolata sulla buccia di banana, un mosaico di linguaggi del corpo, gesti, morbide espressioni di volti in fiore, facce attempate, qualche ruga vissuta.

È un maestro di poesia, McEnery, quando ritrae la complicità di piccole creature, umane e animali, come la bimba addormentata sulla sdraio e il placido sonno del suo gattino, o il primo piano di un monello lentigginoso col criceto che si affaccia dal berretto. E sfodera autentici colpi di genio, quando pizzica l’insolito e il bizzarro della quotidianità raffigurando un truce culturista che lavora a maglia, l’amletico dilemma di un giocatore di football americano, uno scozzese in kilt che non sa quale toilette scegliere, un impiegato della finanza che dall’alto dei suoi calzini scompagnati legge come migliorare la memoria, due neonati in coabitazione col biberon, e così via, fra golfisti improvvisati e apocalittici integrati, pescatori sovrappeso e fachiri, incantatori di serpenti, suore, preti e sceicchi che giocano a Monopoly.

Rimbalzando da un mondo all’altro, McEnery declina l’essere, il non essere e l’apparire di quell’imprevedibile commedia umana che è la vita. E non sfugge, all’occhio fotografico di questo reporter dell’ironia e dell’ottimismo, la surrealtà di certi suoi “still life”: una scopa sdentata parcheggiata fuori dallo studio dentistico, una bandiera giapponese fabbricata in America, tre bottiglie di latte in posizione yoga, il germogliare di parchimetri a primavera, il quadro kitsch di un canale di Venezia che trasuda acqua sulla parete di un museo. Sono talmente efficaci, nitide e persuasive queste situazioni sul filo del paradosso, da sembrare reali. Anzi, lo sono.mc-enery_scopa

Crediamoci. Solo così potremo affrontare nel miglior modo possibile le incognite del domani. Con un bel sorriso stampato sulle labbra. A cura di Stefano Bianchi Nei suoi trascorsi professionali, del fotografo inglese David McEnery ha lavorato per varie testate giornalistiche internazionali fra cui la prestigiosa rivista Life, catturando fin da giovane gli aspetti più insoliti e divertenti della quotidianità. Il suo sguardo, improntato sulla leggerezza e l’ironia, garantisce uno stile unico e assai ricercato.

Privilegiando le immagini in bianco e nero, da autentico purista non ha mai utilizzato il flash. La moglie Pat (anch’essa fotografa e spesso sua modella) racconta che per eseguire un solo scatto David pazientava un’intera giornata per ottenere la luce che voleva. La sua personalità, traboccante d’umorismo, gli ha consentito di creare situazioni fotografiche inventando curiosi accessori e oggetti di scena (una custodia per serpenti, una motocicletta per ranocchi…) da lui stesso costruiti che interagiscono coi personaggi umani.

Peter Galassi, ex direttore del Department of Photography del MoMA di New York, ha commentato: «Scattare foto divertenti è molto difficile: richiede tatto e delicatezza. David McEnery possiede queste doti, oltre a un innato “British sense of humour”».

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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