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Peloponneso – Finalmente. Eccoli. Mentre navighiamo verso capo Malea. Questi esseri portano con loro una benedizione: il giorno in cui li vedi e magari hai la fortuna di fare qualche miglio in loro compagnia, sarà un giorno diverso da tutti gli altri. Un giorno fortunato.

La prima volta che vidi i delfini fu in Dalmazia, molti anni fa nel golfo del Quarnaro, fra Cherso e Lussino. Fu un fortunato incontro ravvicinato. Uno di questi nuotò per qualche minuto vicinissimo alla barca, tanto da poterne grossolanamente misurarne la lunghezza: almeno 4 metri. Ogni tanto il delfino ruotava leggermente il corpo in modo da poter far uscire l’occhio dall’acqua. E ci guardava, divertito forse dall’espressione stupefatta e affascinata mia e di mio figlio Piero, appollaiato a prua e al quale con fatica ho impedito di buttarsi in mare.

In Grecia mitologia e folklore abbondano quando si tratta di delfini. Tutte le storie raccontano la loro indole buona e la loro amorosa sollecitudine verso gli umani. Si sa che Taras, sul punto di annegare, fu salvato da un delfino e visse per fondare la città di Taranto. Ma ci sono anche leggende strazianti di delfini che si sono innamorati di umani e che hanno cercato in tutti i modi di raggiungerli in terraferma, perdendo la vita. Morendo, la loro agonia, si diffondevano per tutti i colori dell’arcobaleno. Così almeno racconta Norman Douglas nel suo Siren Land.

C’è un episodio mitologico che forse potrebbe spiegare questo loro così forte attaccamento alla nostra specie.

Un giorno Dionisio noleggiò in incognito una nave che lo portasse da Icaria a Nasso. Ma la ciurma, una banda di pirati tirreni, fece rotta verso l’Asia per poi vendere il passeggero come schiavo. Allora il Dio mostrò tutta la sua rabbia: trasformò se stesso in un leone e i remi in serpenti, avvolse la nave in un viluppo d’edera e riempì l’aria di suoni di flauti. Folli di terrore i pirati si gettarono in mare e si trasformarono in delfini fuggendo confusamente nel grande Egeo.

In Grecia alcuni pescatori dicono che qualcuno fra loro quando vede un delfino lo chiama forte: Vasili. Una due tre volte, a voce sempre più alta. E il delfino, sentendo il richiamo, corre da lui come un fulmine. Quindi, tutti i delfini si chiamano Basilio?

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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