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Pandino (Cremona) – Visto il successo ottenuto negli ultimi anni dalle visite serali effettuate al Castello di Pandino e riguardanti le pieghe più segrete della vita privata delle famiglie Visconti e Sforza, duchi di Milano e signori del castello, l’ufficio turistico di Pandino ha deciso di preparare un nuovo itinerario da realizzarsi sempre nella fascia oraria serale, attraverso porticati e stanze del maniero visconteo.

Questa volta, l’argomento saranno le morti misteriose, i delitti eccellenti che i potenti di fine Medioevo hanno orchestrato nei loro castelli sparsi in Lombardia o in oscure prigioni che non esistono più. Queste vicende aiuteranno a capire come la famiglia Visconti sia riuscita a tenere il potere per quasi 200 anni nella nostra regione e a costruire uno stato forte e importante come era quello di Milano.

Le date scelte sono due: venerdì 11 agosto e venerdì 1 settembre, inizio alle ore 21.00. Ritrovo presso l’ufficio turistico di Pandino, ingresso del castello di fronte alla piazza.

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Il Castello Visconteo – Intorno al 1355, il signore di Milano Bernabò Visconti, grande appassionato di caccia, scelse Pandino per farvi costruire un castello per poter comodamente risiedere in questi luoghi e dedicarsi alla sua attività prediletta; il territorio infatti, in quell’epoca era ancora ricco di boschi abitati e selvaggina.

La costruzione ha la forma tipica dei castelli viscontei di pianura dell’epoca: pianta quadrata con quattro torri quadrate angolari, cortile interno con porticato ad archi acuti al piano terra e loggiato superiore con pilastrini quadrati. All’esterno sono visibili le numerose finestre, monofore al piano terra, in origine destinato alla servitù, bifore al piano superiore, riservato ai nobili.

Il castello nel ‘300 fu completamente decorato in ogni suo spazio, persino nella scuderia oggi occupata dalla biblioteca. Le pitture , ancora oggi in gran parte conservate, sono costituite da svariate forme geometriche, decorazioni di tipo architettonico e ovunque gli stemmi dei signori del castello, ossia il biscione di Bernabò Visconti e la scala insegna della famiglia della moglie di Bernabò, Regina della Scala, figlia del signore di Verona.

Gli ultimi proprietari furono i D’Adda, che nel corso del XIX secolo diedero il castello in affitto, sia come abitazione che come sede di svariate attività. Nel 1947 il comune riuscì ad acquistare il castello e negli anni ’50 cominciarono i lavori di restauro. Oggi il castello ospita gli uffici comunali , la mensa della scuola casearia e numerose manifestazioni.

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