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Darfo Boario Terme (Brescia) – La demenza colpisce in Italia, circa 600mila persone ogni anno, coinvolgendo anche le famiglie degli ammalati che devono convivere con una patologia che sconcerta e di fronte alla quale ci si sente impotenti.

Un tema che l’Amministrazione di Darfo Boario Terme ha affrontato con il progetto “Sente-Mente®Comunità Amica delle Persone che Con-vivono con la demenza” con l’intento di creare attorno alle persone colpite da questa patologia e alle loro famiglie una comunità più informata sulla malattia e più sensibile, capace di accoglierle e di aiutarle, alleviando loro il peso della solitudine e dell’isolamento.

Il progetto completo e complesso utilizza un approccio nuovo, volto a creare benessere focalizzando l’attenzione più su quanto la persona conserva che non su quanto stia perdendo: molti studi dimostrano infatti che chi convive con la demenza mantiene la capacità di provare emozioni e di sentire quelle degli altri.

Fin da maggio, la popolazione è stata coinvolta con numerosi incontri che hanno descritto e presentato la persona che convive con la demenza, diffondendo la  conoscenza del tema e la sensibilità necessarie per offrire a queste persone una giusta accoglienza nei diversi ambienti della città (uffici, negozi, servizi sociali, centri anziani, ecc.)

Ora il progetto continua: dal prossimo 11 settembre sarà avviato un laboratorio di dodici incontri settimanali gratuiti presso la Sala Polifunzionale della RSA “Angelo Maj” di Darfo Boario Terme dedicato ai familiari delle persone che convivono con la demenza, per offrire strumenti che possano aiutare ad affrontare meglio questo percorso di vita a fianco del proprio caro, migliorando e sostenendo la qualità della vita.

“Anche sul nostro territorio vi sono molte famiglie che vivono il dramma di questa malattia – afferma Doralice Piccinelli, assessora alle Politiche Sociali della cittadina Camuna- Per questo abbiamo creduto fortemente nella validità di questo approccio innovativo rivolto alla qualità della vita dell’ammalato e della sua famiglia e, quindi, continuiamo a sostenere il progetto.”

“Le famiglie coinvolte vivono la gravità di una diagnosi così impattante sulla vita di tutto il contesto familiare-continua Doralice Piccinelli– Riteniamo, quindi, che questo laboratorio possa contribuire ad alleviare le famiglie dal peso della solitudine e dell’impotenza e a diffondere una cultura che metta al centro la persona e non la malattia”.

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