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Blue Whale è ormai una psicosi. Le notizie di adolescenti impauriti, genitori atterriti, macabre sfide rimbalzano da nord a sud.

Ma questo “gioco” via web – che potrebbe dicono portare al suicidio – non è il primo caso di ‘gioco dell’orrore’. Basta rinfrescarsi la memoria con qualche nome:  Choking game”, “blackout game”, “scarf game” citati dal Washington Post oltre 10 anni fa.

Nel 2006 il quotidiano americano  parlava di “almeno 82 giovani morti nello “choking game” a partire dal 1995”. Il gioco – letteralmente “gioco del soffocamento” – consisteva nello strangolare se stesso o qualcun altro usando le mani o una corda.

“Quasi il 96 per cento dei giovani è morto mentre si trovava da solo, e il 93 per cento dei genitori ha detto di non essere a conoscenza del macabro gioco di cui erano vittime i loro figli” aveva spiegato Robert L. Tobin del National Centre for Injury Prevention and Control degli Stati Uniti aggiungendo  che “giochi simili sono stati probabilmente praticati per generazioni. Quel che è nuovo è che vengono praticati in solitudine e i metodi usati aumentano i fattori di rischio e la probabilità di morire.”

Per saperne di più sulla Blue Whale, questo articolo di Valigia Blu è il migliore e il più completo in circolazione. E per i genitori, alcuni consigli dallo psicologo Matteo Lancini.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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