Il mio orologio biologico non sgarra mai. A dispetto di quanti mi vivono accanto.

E’ un orologio biologico più vicino alla mia amica pelosa (la boxer Vanda) che a mio marito.

Quando fa sera – molto presto d’inverno e più tardi d’estate – l’orologio suona e mi invita al riposo. E quando si fa giorno, mi risveglia.

Non ho bisogno di sveglia e neppure di ricordarmi che ho sonno. Sono un’allodola insomma.

Da oggi non mi sentirò più in colpa di dover abbandonare feste e festine perché travolta da un improvviso desiderio di dormire.

Libera di cercare il letto grazie ai tre genetisti cronobiologi – gli americani Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young – ai quali è stato assegnato il Nobel per la Medicina 2017.

Il loro merito è aver studiato il meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano, quel complesso sistema con il quale tutti gli esseri viventi, dalle piante agli esseri umani, riescono a regolare i loro ritmi biologici in sintonia con l’ambiente e l’alternarsi di giorno e notte.